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Olanda, rivolte nella notte: i cittadini scendono in strada contro le restrizioni

Una protesta dura, rabbiosa. Da condannare nelle sue derive più violente. Ma che restituisce la giusta misura della frustrazione ormai insopportabile di cittadini costretti a casa da mesi, impossibilitati a lavorare, in difficoltà nell’arrivare a fine mese a causa delle restrizioni imposte da governi sempre pronti a chiedere sacrifici e sempre in ritardo, invece, al momento di dare aiuto. Una notte difficile, quella vissuta dall’Olanda, con la polizia costretta a scendere in strada per la seconda volta nel giro di 48 ore per cercare di riportare la calma ed evitare che la situazione potesse precipitare.

Olanda, rivolte nella notte: i cittadini scendono in strada contro le restrizioni

Le proteste hanno nel mirino il coprifuoco imposto alla popolazione in questi giorni dal governo di Mark Rutte, che si è nel frattempo dimesso. Alle proteste pacifiche di chi si è detto stanco di obblighi e divieti si sono aggiunti anche manifestanti violenti, che hanno saccheggiato negozi, appiccato il fuoco ad alcune auto parcheggiate ai bordi della strada e lanciato pietre e petardi contro le forze dell’ordine. Da tutto il Paese (Amsterdam, Eindhoven, Rotterdam, Maastricht) sono così arrivate immagini di agenti in tenuta antisommossa con gli idranti in mano, nel tentativo di disperdere la folla.

Olanda, rivolte nella notte: i cittadini scendono in strada contro le restrizioni

Il sindaco di Eindhoven John Jorritsma ha denunciato l’aggressione a danno di alcuni poliziotti, attaccati dai manifestanti che erano stati invitati a rientrare nelle rispettive abitazioni. Due notti di follia che testimoniano quanto alta sia la tensione all’interno del Paese, dove a tenere banco è ancora l’emergenza sanitaria. Secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University, in Olanda il bilancio della pandemia è di 962 mila contagi totali e più di 13.600 vittime.

Olanda, rivolte nella notte: i cittadini scendono in strada contro le restrizioni

Oltre al coprifuoco, a esasperare gli animi dei cittadini dei Paesi Bassi è la decisione presa a metà dicembre di chiudere scuole e negozi non essenziali, che non hanno potuto ancora riaprire. Il governo dimissionario aveva optato nei giorni scorsi per un coprifuoco notturno tra le 21 e le 4.30 del mattino. Una decisione che però ha contribuito ad alzare l’asticella della tensione, con la gente in strada a chiedere lo stop alle restrizioni e la possibilità di tornare a lavorare.

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