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“L’Europa così non aiuta l’Italia. Servono soldi a fondo perduto, non prestiti”

Gli aiuti dall’Europa rischiano di trasformarsi in una mela avvelenata, se a guidarli non dovesse essere un reale spirito di solidarietà. Quello spirito che in queste ore sembra completamente scomparso, a giudicare dalla reazione dei Paesi del Nord che hanno insistito nel voler imporre le proprie condizioni a quel piano, il Recovery Fund, pensato per dare una mano ha chi sta pagando un prezzo altissimo per l’emergenza coronavirus. E così gli allarmi intorno all’operato di Bruxelles continuano a moltiplicarsi. Tra le voci che si sono levate in queste ultime ore c’è anche quella del premio Nobel per l’Economia nel Joseph Stiglitz, docente della Columbia University che ha puntato il dito in maniera perentoria contro l’Unione.

"L'Europa così non aiuta l'Italia. Servono soldi a fondo perduto, non prestiti"

In un’intervista rilasciata a La Stampa, infatti, Stiglitz ha chiarito: “Gli aiuti da Bruxelles devono essere realmente tali e non prestiti che andrebbero ad aggravare la situazione di un Paese già alle prese con un disavanzo importante. Se qualcuno sbandiera il principio di solidarietà a livello istituzionale poi deve dimostrarlo con i fatti. È preoccupante pensare che ci siano Paesi che vogliono imporre condizioni inique all’assistenza”.

"L'Europa così non aiuta l'Italia. Servono soldi a fondo perduto, non prestiti"

Stiglitz ha rivolto le sue accuse ai “soliti noti di una certa Europa che preferiscono erogare prestiti piuttosto che altre forme di aiuti, come i trasferimenti. Ogni tecnico dotato di buonsenso direbbe che i soldi vanno dati all’Italia a fondo perduto, ma questi Paesi dicono che l’Ue non può fare questo tipo di operazioni. Così si torna al punto di partenza. Mostrando anche una certa miopia, perché un’Italia che si rialzi in maniera forte dalla crisi porterebbe benefici a tutta l’Unione, non solo a sé stessa”.

"L'Europa così non aiuta l'Italia. Servono soldi a fondo perduto, non prestiti"

“Si discute sulle condizioni da inserire per avere i soldi, ovvero a quanta autonomia un Paese deve rinunciare. È chiaro che ci troviamo di fronte a una situazione in cui è necessario spendere denaro, i governi devono avere a disposizione un ammontare straordinario di liquidità. Le uniche condizioni da fissare sono quelle finalizzate a creare un quadro di garanzia entro il quale modulare gli interventi del governo. Come spendere al meglio questi soldi? Puntando sulla green economy, ripensando il modello stesso di società in senso più verde ed equo”.

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