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La Cina cammina su un filo sottile: “Ecco perché una nuova Tiananmen è possibile”

Una rivoluzione culturale pronta a esplodere e attraversare la Cina, in un momento cruciale per la storia del Paese governato da Xi Jinping. Un’eventualità tratteggiata in queste ore dallo scrittore Qiu Xiaolong, esule da tempo negli Stati Uniti, che nell’anniversario del massacro di Tiananmen che sconvolse il mondo ha parlato, attraverso le pagine de La Stampa, delle tensioni che stanno attraversando il Dragone dallo scoppio della pandemia e ricordando quei giorni lontani passati poi alla storia: “All’epoca avevo 36 anni, vivevo negli Usa e vendevo involtini primavera per strada, non avevo una lira. Un giornalista di Voice of America mi intervistò, fece il mio nome e finii nei pasticci: la polizia di Shangai intimidì mia sorella per mandarmi un messaggio, dovevo comportarmi bene. Decisi di rimanere in America e comincia a scrivere in inglese”.

La Cina cammina su un filo sottile: "Ecco perché una nuova Tiananmen è possibile"

“Passarono anni, 7 o 8, prima che trovai il coraggio di tornare – ha raccontato Xiaolong – la Cina che trovai mi sconvolse, i cambiamenti che vidi erano tali che sentivo la necessità di scriverne. La società era cambiata, era un Paese in transizione. Il protagonista dei miei romanzi, l’ispettore Chen, nasce proprio così, dalle ceneri di Tiananmen. Vivendo all’estero posso accedere a qualsiasi informazione e posso parlare di quel 4 giugno. Nessuno scrittore che resta in Cina può farlo. Chiunque cerchi di ricordare quei morti finisce nei guai”.

La Cina cammina su un filo sottile: "Ecco perché una nuova Tiananmen è possibile"

Poi Xiaolong si è soffermato sulla figura del nuovo presidente cinese: “Sono nato lo stesso anno di Xi Jinping. Durante la rivoluzione culturale mio padre, trattato come pericoloso elemento di destra perché aveva una fabbrica, doveva operarsi. Per ottenere il permesso gli chiesero di scrivere un’autocritica in cui confessava i suoi peccati di capitalista decadente. Le Guardie Rosse la rifiutarono. Accettarono paradossalmente quella che gli scrissi io, un ragazzino. Era un mondo in cui mentire era necessario. In quel periodo anche il padre di Jinping fu purgato. Lui era un moderato e un uomo aperto alle riforme, non riesco ancora a credere che il figlio sia diventato quello che è”.

La Cina cammina su un filo sottile: "Ecco perché una nuova Tiananmen è possibile"

Ma la storia potrebbe ripetersi ancora: “Ormai ci troviamo a vivere in una sorta di grande, nuova Rivoluzione Culturale. Guardate cosa è successo alla scrittrice Fang Fang. Durante la quarantena a Wuhan ha iniziato a scrivere un diario che leggevano tutti, io compreso. Quando è diventata troppo famosa hanno cominciato ad attaccarla in maniera brutale. In Cina funziona così: se non ragioni e non ti esprimi come il Quotidiano del Popolo, sei un nemico del Partito comunista. Non so se a Hong Kong le persone scenderanno in piazza nonostante i divieti. Quello che so è che la veglia è un loro diritto. A loro dico: fate quello che credete, ma state attenti e abbiate cura di voi. Perché tutto può accadere”.

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