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“Pfizer ha occultato gli effetti avversi”, ma 400 pagine di prove non bastano. Il giudice archivia tutto

Pubblicato il 06/04/2023 19:20

In Italia le inchieste della magistratura vengono boicottate e i ricercatori sono oggetto di provvedimenti disciplinari, e le clamorose carte segrete dell’Aifa presentate dalla trasmissione Fuori dal coro passano sotto silenzio. E negli Stati Uniti non sono da meno: nonostante la bellezza di 400 pagine di prove e documentazione – alcune delle quali sono consultabili QUI – portate in tribunale dalla ricercatrice Brook Jackson sull’occultamento degli effetti avversi del vaccino anti-Covid e altre irregolarità, il giudice texano Micheal Truncale ha archiviato una causa relativa alla presunta frode e manipolazione dei dati commessa da Pfizer e due società a cui la casa farmaceutica ha appaltato gli studi clinici sul vaccino. Brook Jackson, già nell’autunno 2021, aveva rivelato al British Medical Journal che la società per cui lavorava, ovvero Ventavia, che ha effettuato la sperimentazione del prodotto per il colosso di Big Pharma, avesse falsificato i dati, impiegato vaccinatori non adeguatamente formati e che non avesse, inoltre, ottemperato al monitoraggio tempestivo dei pazienti che avevano manifestato effetti collaterali, riportati nello studio di fase III di Pfizer. Documenti interni dell’azienda, foto e registrazioni: neppure le 400 pagine presentate da Brook Jackson alla corte del distretto orientale del Texas, divisione di Beaumont, ai sensi del False Claims Act sono bastate al giudice texano, che ha deciso di archiviare la causa che, ignorata dalla larghissima parte degli organi di informazione, statunitensi e internazionali, andava avanti sin dal gennaio 2021, anche se la denuncia è rimasta secretata fino al 10 febbraio del 2022. (Continua a leggere dopo la foto)
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denuncia 400 pagine pfizer archiviata

Il processo si è tenuto nel Texas perché Ventavia, la più grande società di ricerca clinica di proprietà privata, qui gestiva diversi siti in cui si stavano svolgendo studi clinici per conto di Pfizer. E v’è da dire che il reato sancito dal False Claims Act sarebbe gravissimo, ovvero una frode ai programmi governativi. Brook Jackson è quella che in America si definisce una whistleblower, un “segnalatore di illeciti”, di norma una fonte interna. Già per aver segnalato tali illeciti alla Fda, l’agenzia per il farmaco statunitense, peraltro, è stata licenziata da Ventavia Research Group, che ha denunciato assieme alla stessa Pfizer e a ICON PLC., l’altra società coinvolta negli studi clinici. Durante la sperimentazione, secondo la ricercatrice, ci sono state deviazioni del protocollo non segnalate, in alcuni casi i vaccini non venivano conservati a temperature adeguate e una parte dei campioni di laboratorio risultavano etichettati in modo errato. Se ne era occupata, lo scorso anno, anche l’europarlamentare Francesca Donato sul suo blog, oggi apprendiamo dal portale Byoblu della avvenuta archiviazione. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Pfizer ha deliberatamente nascosto informazioni cruciali agli Stati Uniti che mettono in discussione la sicurezza e l’efficacia del vaccino”, scriveva nella sua denuncia la stessa Brook Jackson che, ora, dopo l’archiviazione delle sue accuse ha commentato: “Uno spregevole e atroce tradimento della giustizia, uno schiaffo in faccia ai danneggiati da vaccino e agli informatori, un palese esempio di corruzione, incompetenza e codardia, una dichiarazione che i potenti sono al di sopra della legge”. Ha anche annunciato che ricorrerà in appello. Le accuse principali della causa di Brook Jackson includevano affermazioni contro Ventavia e Pfizer per: realizzazione o utilizzo di documenti o dichiarazioni false per causare il pagamento di crediti; presentazione di affermazioni false e/o fraudolente; ritorsione.

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