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“Fuga di notizie”. Inchiesta Covid, il ministero manda gli ispettori a Bergamo. Cosa rischia il procuratore

Pubblicato il 04/04/2023 21:50

Era, purtroppo, assai plausibile che l’inchiesta di Bergamo sulla gestione del Covid – pessima, e non solo quella della “prima ondata” – avrebbe incontrato resistenze e boicottaggio. Dunque, magari non stupisce ma rammarica e indigna ciò che sta accadendo in queste ore: gli ispettori del ministero della Giustizia stanno acquisendo carte e documentazione per “verificare se sia configurabile nei confronti del procuratore di Bergamo, Antonio Chiappani, l’illecito disciplinare”. Il tutto si deve alla interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia promossa da un deputato di Azione-Italia viva, Enrico Costa, sicché il sottosegretario al dicastero di via Arenula, il leghista Andrea Ostellari, ha fatto sapere che “il ministero, tramite l’acquisizione degli atti, sta effettuando gli opportuni approfondimenti istruttori” al fine, come dicevamo, di verificare l’eventuale illecito disciplinare, che si preciserebbe nella fuga di notizie e nelle “numerose interviste”, di cui ha scritto il deputato del cosiddetto Terzo polo. Interviste rilasciate (in realtà, solo a fine indagine) dallo stesso procuratore Antonio Chiappani e dal suo consulente, il microbiologo Andrea Crisanti. Ricordiamo che a seguito dell’iniziativa della procura di Bergamo – che ha indagato su ciò che le altre procure hanno deliberatamente ignorato nonostante decine e decine di denunce dei cittadini – sono indagati l’ex premier Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, il presidente riconfermato della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’ex assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera. (Continua a leggere dopo la foto)
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La notizia dell’invio degli ispettori è stata comunicata proprio dal sottosegretario Ostellari, durante il question time in commissione Giustizia alla Camera, rispondendo all’interrogazione di Enrico Costa: “Il ministero sta effettuando tramite l’acquisizione degli atti gli opportuni approfondimenti istruttori anche di natura ispettiva al fine di verificare se sia configurabile nei confronti del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo l’illecito disciplinare”, le sue testuali parole, che riprendiamo da Affaritaliani. Nell’interrogazione, l’onorevole Costa imputa di aver rilasciato le ”numerose interviste” di cui abbiamo già scritto, sull’inchiesta legata al Covid, nonché “stoccate alla politica”. E le “stoccate”, per il parlamentare centrista, sarebbero frasi come: ”I tempi sono stati lunghi, ma sempre meno di quelli della politica”; o ancora ”In tre anni non sono riusciti nemmeno a creare una commissione d’inchiesta”. Onestamente, a noi sembrano considerazioni condivisibili, quasi banali. (Continua a leggere dopo la foto)
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Enrico Costa, nella sua interrogazione, lamentava “La fuga di notizie relative agli atti giudiziari pubblicati sulla stampa prima che gli indagati ne avessero a conoscenza”. Per questo il parlamentare aveva chiesto al governo se non ritenesse che “quanto avvenuto sia consentito dalle disposizioni di legge che disciplinano la comunicazione giudiziaria e tutelano la presunzione di innocenza”. Ostellari, almeno su questo punto, ha replicato che le dichiarazioni del procuratore sono intervenute dopo, soltanto dopo, la chiusura indagine: “in un momento in cui gli stessi atti erano da considerarsi pubblici, a prescindere dalla circostanza formale del perfezionamento delle notificazioni”. Il procuratore Chiappani non ha inteso commentare la vicenda.

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