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Tav, la balla del corridoio Lisbona-Kiev: quella tratta non esiste e mai esisterà

Oggi in senato si sono votate le mozioni per la Tav, il Movimento 5 Stelle ha espresso il suo voto contrario, mentre la Lega e le opposizioni hanno votato compatti per ribadire il sì a un progetto inutile, dannoso e vecchio. Facciamo un passo indietro per dare l’idea della follia di questa tratta. All’inizio la linea era stata giustificata con il traffico passeggeri. Poi, visto che la foglia di fico non teneva, ecco inventarsi la linea di trasporto merci.

A quel punto si sono inventati altresì un corridoio Lisbona-Kiev per le merci tutto da realizzare. Bene, questo corridoio, il famoso Corridoio 5, nel quale dovrebbe rientrare anche la “nostra” Torino-Lione e con cui in molti si riempiono la bocca, non esiste affatto. Vediamo perché.

In estrema sintesi il fatto è molto semplice: né Lisbona, né Kiev hanno dato il via al progetto. Quindi il famoso corridoio Kiev-Lisbona, non è Kiev-Lisbona. Paradossale, vero? Il governo portoghese, nella morsa dell’austerità, già nel 2011 aveva abbandonato il faraonico progetto ferroviario. La Corte dei Conti lusitana aveva messo la parola fine alla grande opera annullando il contratto per la tratta principale, 150 km tra Poceirao e la frontiera con la città spagnola di Badajoz.

Un appalto per 1,4 miliardi di euro, aggiudicato nel 2010 dal precedente esecutivo socialista. Il ministero dell’Economia aveva preferito dare a quel punto la priorità alle reti ferroviarie transeuropee per i trasporti merci dai porti di Dines e Aveiro per stimolare la competitività delle esportazioni portoghesi. Madrid e la Ue avevano fatto molte pressioni su Lisbona perché su quel versante erano a rischio 133 milioni di euro di fondi europei…

Dunque, saltato il primo capolinea, cioè Lisbona, ci si è concentrati su un’alternativa. Ammesso e non concesso, quindi, che oggi si realizzi il famoso corridoio, esso non partirebbe più da Lisbona (perché i portoghesi, che hanno un più di sale in zucca di noi, vi hanno rinunciato per gli alti costi), bensì da Algesiras, nel sud della Spagna.

E qui c’è un’altra sorpresa: non è in programma nessuna nuova linea, bensì un ammodernamento di quella esistente, e solo comunque per trasportare passeggeri e non merci.

Così come pure è dedicata ai passeggeri la linea già esistente Madrid-Siviglia. Nessun collegamento è previsto da Barcellona per superare i Pirenei, e, dato lo stato comatoso dell’economia iberica, è ben difficile prospettare che si realizzerà mai. Neppure ovviamente esiste al di là dei Pirenei, dai cugini francesi.

E, a questo punto viene da chiedersi: ma com’è la situazione dell’altro capolinea, cioè Kiev? Ah, lì non ne sanno proprio nulla di questa storia della Tav. Occorre aggiungere altro?

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