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Per il Pnrr Draghi fa un’altra infornata di “esperti”: ecco la carica di ultraliberisti

La nomina dell’economista liberista Francesco Giavazzi come consigliere di Draghi per il Pnrr aveva dato già una prima indicazione sulla base ideologica con cui si sarebbe andato a strutturare il Piano e il tipo di profilo che il premier andava cercando. Ma dato che c’è bisogno di altri “esperti”, ecco che a Palazzo Chigi arriva un nuovo gruppo di tecnici. Una nuova infornata che ha destato già molte polemiche. Come spiega Il Fatto Quotidiano, nella squadra “compaiono alcuni dei più chiassosi nemici dell’intervento pubblico in economia”. Un esercito di iperliberisti, insomma, pronto a scrivere il futuro dell’Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo Il Foglio avranno il compito di vigilare sull’impatto degli investimenti pubblici del Piano nazionale di ripresa (Pnrr), anche se in realtà si tratta di “consulenti arruolati all’interno del Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica che esiste da sempre. Sono stati voluti da Marco Leonardi, economista di area Pd, nominato da Draghi capo del Dipartimento per la programmazione economica. Tra gli esperti compare Carlo Stagnaro, già al ministero dello Sviluppo ai tempi di Federica Guidi e direttore ricerche dell’Istituto Bruno Leoni, think tank ultra-liberista vicino al mondo delle imprese”. (Continua a leggere dopo la foto)

Liberista è ovviamente anche Riccardo Puglisi, “professore associato all’Università di Pavia, noto soprattutto per le polemiche su Twitter e le sfortunate esperienze politiche (Fare per fermare il declino, poi candidato alle Politiche 2013 con Scelta Civica, infine con Corrado Passera in Italia Unica). Del team faranno parte anche due economisti di formazione bocconiana: Francesco Filippucci, dottorando alla Paris School of Economics e fondatore del think tank Tortuga, e Marco Percoco”. (Continua a leggere dopo la foto)

Percoco, esperto di trasporti ed ex membro del Certet della Bocconi, “durante il Conte-1 – ricorda ancora Il Fatto – polemizzò contro la task force per l’analisi costi-benefici sulle grandi opere capitanata da Marco Ponti (le sue critiche finirono nel dossier leghista pro-Tav)”. Completa la squadra Carlo Cambini, “ex capo economista dell’Authority dei Trasporti”. Questo lavoro per il Pnrr lo faranno a titolo di servizio? Macché, riceveranno “un compenso di circa 30 mila euro annui”. Viva lo Stato!

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