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“Recovery Fund? Poca roba, Europa moribonda e senza democrazia”. Parola di Fitoussi

L’economista francese Jean Paul Fitoussi interviene a gamba tesa nella discussione tutta europea sul Recovery Funda. Inizialmente solo Conte aveva creduto al regalo dell’Ue, mentre tutti gli dicevano che si trattava solo di fantamiliardi. E così, adesso, la realtà arriva a scontrarsi con le balle raccontate per mesi. I cittadini italiani sono alla fame, i commercianti e gli artigiani non sanno come andare avanti mentre i pagamenti incombono e il governo non dà aiuti. Si aspettano i soldi dell’Europa, dicono. Soldi che non arriveranno mai, e se dovessero arrivare, si porterebbero dietro la Troika. Antonello Caporale ha intervistato Fitoussi sul Fatto Quotidiano. L’economista spiega: “Il Recovery Fund? È un fondo comune che è quasi sei volte in meno di quello degli Stati Uniti i cui abitanti sono un terzo in meno degli europei. Non è il mondo nuovo delle relazioni e della solidarietà. Rappresenta – nella migliore delle ipotesi – un sostegno di circa mille euro pro capite per sostenere e superare una crisi invece epocale. Questi sono i fatti”.

Fitoussi non è affatto convinto che esista una nuova Europa: “Come potrei esserlo? A Bruxelles vige il principio dell’unanimità che è un ceppo messo di traverso sulla strada della democrazia. I governi nazionali hanno affermato una grande menzogna: ci hanno detto che stare insieme significasse avere più forza. Ma stare insieme in queste condizioni, come vediamo anche adesso dove le urgenze nazionali vengono scaricate sulla tenuta dell’Unione, significa essere molto più deboli, perché ognuno ha diritto di imporre il proprio veto, la propria condizione. Si è schiavi delle contingenze, schiavi del presente, schiavi del Rutte di turno che deve far vedere al suo Salvini di turno, oggi il populista olandese Geert Wilders, che lui è capace di sfasciare tutto ancora meglio del suo competitore di primavera alla poltrona di primo ministro”.

Sull’Olanda Fitoussi ha un’opinione molto chiara: “Non è nella condizione di avanzare critiche visto il dumping fiscale che conduce ai danni dei suoi soci. È un gioco abbastanza sporco fregare i soldi delle tasse con trucchetti normativi che le fa perdere il diritto di imporre condizioni”. Sullo stato di salute dell’Europa Fitoussi spiega: “È un’unione moribonda. Perché averla allargata senza aver approfondito il senso del legame, senza una politica fiscale comune, che senso ha avuto?”.

In conclusione, aggiunge Fitoussi: “Ogni cittadino europeo è destinatario di una somma pari a circa mille euro per ripartire, rinascere, ritrovare la strada dello sviluppo. Un cittadino americano ne riceverà sett-mila. Il rapporto di uno a sette illustra la condizione di fragilità dell’Unione che è la sintesi di un governo senza democrazia. Il vero banco di prova per i leader europei è far pagare le tasse a Google e Apple che non sono più multinazionali ma Stati sovrani”.

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