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Garlasco, la bufala su Bruzzone e Compagna: cos’è successo

Pubblicato il 11/05/2026 12:59 - Aggiornato il 12/05/2026 08:16

Nel caso Garlasco basta un secondo di video fuori contesto per innescare una teoria del complotto. È successo di nuovo il 10 maggio, quando un breve clip tratto da una diretta di Fanpage ha iniziato a circolare sui social con un’interpretazione completamente sbagliata — e potenzialmente diffamatoria. Il bersaglio questa volta è la criminologa Roberta Bruzzone. La storia, in apparenza clamorosa, si sgonfia in pochi minuti. Ma nel frattempo ha già fatto migliaia di condivisioni.

Cosa sosteneva la notizia su Bruzzone

Garlasco, errore in diretta per Roberta Bruzzone: chi c'è dietro di lei

La youtuber Bugallala, al secolo Francesca Bugamelli, ha pubblicato domenica 10 maggio un video in cui sostiene che durante un collegamento in diretta con Fanpage, la criminologa Bruzzone avrebbe accidentalmente invertito la telecamera del suo smartphone, inquadrando per pochi istanti la persona che si trovava davanti a lei. Quella persona, secondo la ricostruzione di Bugallala, sarebbe l’avvocato Francesco Compagna, legale collegato alla famiglia Poggi.

La conclusione: Bruzzone e Compagna sarebbero stati insieme nello stesso posto durante la diretta, prova di una presunta “associazione di persone organizzate al fine di danneggiare la difesa di Alberto Stasi e l’indagine della Procura di Pavia”. La clip è diventata virale in poche ore su X, TikTok e Facebook.

Perché è falsa: la spiegazione in tre punti

Fanpage ha smontato la ricostruzione con una precisione chirurgica. La spiegazione è elementare — e sarebbe bastato guardare la diretta per altri due minuti per trovarla.

1. Compagna era l’ospite successivo. L’avvocato Francesco Compagna era il collegamento immediatamente successivo a quello di Bruzzone nella stessa diretta. Si era connesso con qualche secondo di anticipo e la regia lo ha erroneamente mandato in onda per un istante prima di correggere. Non c’è stata nessuna inversione di telecamera: è stato un errore della regia, subito segnalato dalla giornalista Giorgia Venturini.

2. Gli sfondi sono completamente diversi. Bruzzone era in stazione — si sente chiaramente l’altoparlante annunciare arrivi e partenze dei treni. Compagna era in un ambiente chiuso. I due sfondi non hanno nulla in comune.

3. L’angolazione rende impossibile la versione della youtuber. L’inquadratura di Bruzzone è palesemente dal basso verso l’alto, con il mento in primo piano — come tipicamente accade quando si tiene uno smartphone davanti a sé. Se avesse girato la fotocamera, la telecamera avrebbe ripreso i suoi piedi, non il volto di qualcun altro.

Albina Perri, direttrice della rivista Giallo — testata già querelata dalle sorelle Cappa — ha scritto sui social: “Bruzzone in collegamento con Fanpage… per sbaglio gira la telecamera e chi appare? L’avvocato Compagna!!! Non è finita, faranno di tutto per tenere Stasi in galera”.

La rivista Giallo aveva sostenuto che Marco Poggi non fosse in vacanza con i genitori quando la sorella fu uccisa, venendo smentito poi dalle fotografie. Aveva anche riportato il testo di un messaggio attribuito a Paola Cappa (“abbiamo incastrato Stasi”), poi risultato essere soltanto un appunto personale di chi lo aveva ricevuto.

Il metodo è sempre lo stesso: un frammento decontestualizzato, una interpretazione suggestiva, una diffusione rapida prima che qualcuno verifichi. Nel caso Garlasco funziona particolarmente bene perché il caso è polarizzante, l’attenzione mediatica è altissima e ogni dettaglio viene analizzato con una lente d’ingrandimento..

Cosa cambia adesso

L’articolo precedentemente pubblicato su questa vicenda riportava la notizia come se la gaffe fosse reale. Alla luce della smentita documentata di Fanpage, quella ricostruzione era errata e viene corretta. Non c’è stata nessuna inversione di telecamera, nessun incontro segreto, nessuna connessione tra Bruzzone e Compagna diversa dal fatto che entrambi erano ospiti della stessa diretta, uno dopo l’altro. Il caso Garlasco merita attenzione giornalistica seria — non teorie del complotto basate su video guardati a metà.