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Garlasco, oggi parlano le gemelle Cappa: cosa fanno per vivere

Pubblicato il 05/05/2026 09:48 - Aggiornato il 12/05/2026 08:17

Le gemelle Cappa tornano a Garlasco: convocate dai pm lo stesso giorno di Sempio

Il caso Garlasco si avvicina a una settimana che potrebbe rivelarsi decisiva. Domani 6 maggio, Andrea Sempio sarà convocato dalla Procura di Pavia per l’interrogatorio tanto atteso. Ma non sarà solo.

Lo stesso giorno sarà sentito anche Marco Poggi, fratello di Chiara. Ma oggi alle 10 — altro colpo di scena — torneranno davanti agli inquirenti anche le gemelle Cappa, Paola e Stefania: le cosiddette “Gemelle K”, cugine della vittima, che nel 2007 finirono al centro del ciclone mediatico e poi sparirono progressivamente dai radar. Adesso sono di nuovo lì, convocate come persone informate sui fatti, mentre l’inchiesta si avvia verso la fase conclusiva.

Chi sono le gemelle Cappa

Paola e Stefania Cappa sono figlie di Mariarosa Poggi, sorella del padre di Chiara, Giuseppe Poggi. Erano quindi cugine della vittima. All’epoca dell’omicidio — il 13 agosto 2007 — avevano 23 anni e vivevano nello stesso contesto familiare della famiglia Poggi. Nei giorni immediatamente successivi alla morte di Chiara, il loro nome iniziò a circolare con insistenza sui media. Non perché fossero indagate — non lo sono mai state — ma perché la loro vicinanza alla vittima e alcuni comportamenti dei giorni successivi al delitto avevano alimentato curiosità e speculazioni.

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Il rapporto con Chiara: frequentazioni intense nell’ultimo mese

I rapporti tra le gemelle e Chiara Poggi non erano sempre stati stretti. Tra i due rami familiari esisteva una certa distanza. Ma nei mesi immediatamente precedenti al delitto qualcosa era cambiato. Stefania, in particolare, aveva intensificato i contatti con la cugina. Nelle dichiarazioni rese agli inquirenti aveva affermato: “Premetto che io e mia cugina avevamo un ottimo rapporto. Nell’ultimo mese addirittura ci vedevamo quasi tutti i giorni”. Una ricostruzione che nel tempo è stata oggetto di attenzione, soprattutto perché altri elementi emersi nelle indagini hanno restituito un quadro più sfumato dei rapporti tra le due famiglie.

Il fotomontaggio davanti alla casa di Chiara

Uno degli episodi che rese note le gemelle al grande pubblico fu la diffusione di un fotomontaggio che le ritraeva insieme a Chiara Poggi. L’immagine — che non corrispondeva a uno scatto reale — venne collocata tra i fiori e i messaggi lasciati davanti alla casa della vittima. Accanto alla fotografia c’era una dedica: “Ciao Chiara, sei il nostro cuore”. Il gesto suscitò reazioni contrastanti e fu ampiamente ripreso dai media. Le gemelle si difesero con forza: “Solo infamie, fango. Ci hanno frainteso”.

Le testimonianze ritrattate e l’intercettazione con Stasi

Nel corso degli anni il nome di Stefania Cappa è tornato più volte nelle ricostruzioni. Un operaio, Marco Muschitta, dichiarò inizialmente di aver visto una ragazza in bicicletta allontanarsi dalla zona del delitto con un oggetto metallico in mano, indicando Stefania. La testimonianza fu poi ritrattata e non considerata attendibile. Un “supertestimone” riferì anni dopo di aver visto una donna gettare un oggetto simile a un attizzatoio in un corso d’acqua. Anche queste dichiarazioni non portarono a sviluppi concreti.

Stefania ha sempre sostenuto di essere rimasta a casa la mattina del 13 agosto 2007: “Dalle ore 7 alle 9.20 ho studiato diritto penale… dalle 9.30 alle 10.15 sono stata al telefono con una mia amica… ho ripreso a studiare fino alle 11.30”. Una ricostruzione dettagliata e sempre coerente.

Tra gli elementi più discussi c’è però anche un’intercettazione ambientale registrata in una caserma pochi giorni dopo il delitto, durante un incontro tra Stefania e Alberto Stasi. Nel dialogo, lei dice: “Non mi lasciano stare”. Stasi risponde: “Neanche a me… mi hanno detto di tutto”. In un altro passaggio Stefania chiede: “Com’era Chiara?”. Stasi: “Era a pancia in giù sulle scale… ho visto solo un attimo e sono scappato”. Frasi lette sotto luci diverse nel corso degli anni.

Il lungo silenzio e il ritorno

Dopo la fase iniziale di forte esposizione mediatica, le gemelle hanno scelto un profilo sempre più basso. Da anni non rilasciano interviste, non partecipano a trasmissioni televisive, evitano qualsiasi esposizione pubblica. Una discontinuità netta rispetto ai primissimi mesi dopo il delitto. Adesso, però, la Procura le rivuole davanti a sé. E il tempismo — lo stesso giorno di Sempio e Marco Poggi — non sembra casuale.

Cosa fanno oggi: avvocato penalista e food blogger

Stefania Cappa è diventata avvocato. Laureata in giurisprudenza all’Università di Pavia, ha conseguito un master in diritto penale societario a Milano ed è abilitata al Foro di Milano dal 2012. Si è specializzata in diritto penale societario e diritto sportivo, ha ricoperto il ruolo di giudice sportivo per federazioni nazionali ed è presidente fondatrice di AINER, associazione dedicata ai neonati con reflusso. È sposata dal 2017 con Emanuele Arioldi, legato alla famiglia Rizzoli, e ha due figli.

Paola Cappa ha preso tutt’altra strada. Lavora come food blogger, fotografa e food writer nel settore della comunicazione gastronomica. Sul suo blog si descrive come “deliziosamente ossessionata dal buon cibo naturale”, dedicandosi a reportage nelle cucine di chef e pasticceri.

Due vite costruite lontano da Garlasco. Ma mercoledì, almeno per un giorno, ci tornano.