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Oneri di sistema: cosa sono e perché pesano così tanto sulle nostre bollette

Una delle tasse più odiate dagli italiani, che si trovano a fare i conti puntualmente con bollette care, carissime, molto più delle aspettative. E che si preparano a fare i conti con un autunno caldissimo, con ennesimi rincari già annunciati. Colpa, almeno in parte, dei cosiddetti “oneri di sistema”, un vasto insieme all’interno del quale rientra un po’ di tutto: i costi dello smantellamento delle centrali nucleari, per esempio, in corso da oltre 30 anni e a carico, ovviamente, dei cittadini. O la costruzione di pale eoliche.

Oneri di sistema: cosa sono e perché pesano così tanto sulle nostre bollette

E ancora: il costo dell’installazione di pannelli solari. E un contributo alle Ferrovie dello Stato. Un vasto insieme di spese per le quali lo Stato chiede agli italiani di fare un piccolo sforzo, in nome del bene comune. Ma anche in maniera sproporzionata, a tutto danno delle famiglie più deboli: se per esempio il finanziamento di energie rinnovabili gravasse direttamente sulle casse del Tesoro, verrebbe poi fatto pagare sotto forma di tasse, e quindi in maniera proporzionale al reddito. Farlo pagare in base ai consumi di luce e gas, invece, penalizza quei nuclei che non possono ridurre i consumi, per ovvie ragioni.

La parte di bolletta che rientra nei cosiddetti “oneri di sistema”, come evidenziato da Panorama, è pari al 22% del totale pagato. Oltre all’ingiustizia percepita per il costo in sé, complessivamente di molto superiore ai reali consumi, ci sarebbe poi da fare un lungo discorso su come questi soldi, che lo Stato chiede per spese teoricamente utili a tutti, finiscano per finanziari speculatori e affaristi. Nei casi peggiori direttamente la criminalità organizzata, vedi le inchieste sul business dei parchi eolici gestiti dalla ‘ndrangheta in Calabria.

Di tanto in tanto, il governo finge di accorgersi del problema, promettendo agli italiani di intervenire per ridurre questi esborsi sanguinosi. Parole che si perdono nel vento. Di fronte agli aumenti previsti in bolletta dal 1 ottobre, del 40% addirittura, i leader della maggioranza che sostiene Draghi hanno subito fatto a gara nel promettere rapidi correttivi. Scommettiamo che, anche stavolta, si tratterà delle classiche promesse da marinaio?

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