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Vincitori e vinti della pandemia: ecco chi ha fatto affari con la crisi

Tra gli aspetti più evidenti della crisi economica figlia della pandemia di coronavirus, ce n’è uno in particolare che emerge col passare delle settimane in maniera sempre più netta: la capacità di questa drammatica emergenza di esasperare ingiustizie già evidenti, con una netta polarizzazione tra settori più o meno colpiti. Da un alto, imprese che hanno chiuso per sempre i battenti o che lottano ancora ferocemente per la sopravvivenza. Dall’altra, chi invece anche in un momento così drammatico ha visto il proprio volume d’affari mantenersi sostanzialmente inalterato o addirittura crescere.

A uscire rafforzati dalla crisi sono, per esempio, i colossi del settore del tech. Il Financial Times ha stilato un elenco dei cento “vincitori”, quelli che in un momento così terribile hanno invece di che sorridere. Mettendo al primo posto, come era lecito aspettarsi, Amazon, che ha aggiunto al suo capitale 401,1 miliardi di dollari. Dalla gestione di dati alla logistica, un business che non ha visto flessioni, tanto che l’azienda ha recentemente annunciato di poter spendere fino a 4 miliardi di dollari in prevenzione, tamponamenti, screening e analisi al fine di mantenere aperta la sua attività anche in caso di seconda ondata della pandemia.

Vincitori e vinti della pandemia: ecco chi ha fatto affari con la crisi

Inside Over sottolinea come tra le prime dieci compagnie per guadagni nella fase pandemica “solo una, Tesla, quarta con 108,4 miliardi di dollari, è afferente, di fatto, a un settore industriale tradizionale, quello dell’auto, attraversato però dalla compagnia di Elon Musk in maniera fortemente spregiudicata”. Per il resto l’elenco comprende il colosso del tech cinese Tencent (che controlla WeChat ed è cresciuta di oltre 93 miliardi, posizionandosi quinta), Microsoft (+269,9 miliardi) trainata dalla diffusione dell’applicazione Teams, e Apple (+219 miliardi di capitalizzazione) che non ha avuto grosse perdite nel fatturato nonostante il lockdown.

Vincitori e vinti della pandemia: ecco chi ha fatto affari con la crisi

A seguire, dopo Tesla e Tencent, Nvidia (produttrice di schede video), Facebook, Alphabet (la holding di Google), PayPal e T-Mobile. Un mondo che ha tratto beneficio dalla digitalizzazione dei consumi che ha caratterizzato il periodo di restrizioni scattate più o meno in tutto il mondo per far fronte all’emergenza sanitaria, capaci di capitalizzare la crescita nei flussi di dati e transazioni. Ma a crescere sono state anche le imprese del settore farmaceutico, nel quale sono stati riversati milioni e milioni di euro alla ricerca di una cura capace di contrastare definitivamente il coronavirus.

Vincitori e vinti della pandemia: ecco chi ha fatto affari con la crisi

Dati che potrebbero far sorridere, pensando al fatto che nonostante le difficoltà vi siano settori che possano fare da traino per la ripresa, ma che nascondo allarmi ai quali sarà bene prestare attenzione nei prossimi mesi. Le borse non segnalano infatti uno stato di salute incoraggiante dell’economia, la liquidità distribuita dagli istituti dalle banche centrali rischia di essere fuorviante e senza veri investimenti e produzioni reali il rischio è che povertà e disoccupazione continuino a crescere in un mondo sempre più spaccato tra pochi fortunati e tanti, invece, in attesa di aiuto da parte dei governi per riuscire a sopravvivere.

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