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Varoufakis avverte di nuovo l’Italia: “Recovery fund? Farete la fine della Grecia”

Yanis Varoufakis avverte l’Italia, per l’ennesima volta. È da quando è iniziato il dibattitto sul Mes prima e sul Recovery Fund poi che l’ex ministro delle Finanze greco, protagonista della crisi del debito cinque anni fa e degli scontri tra Atene e Bruxelles, ci mette in guardia dalla strategia europea che mira a debilitare l’Italia. Varoufakis, dunque, non cambia la sua idea decisamente critica su Bruxelles, e anzi, l’accordo raggiunto sul pacchetto anti-crisi ‘Next generation Eu’, non fa che aumentare il suo scetticismo. Anche il Recovery Fund secondo Varoufakis va “nella direzione sbagliata: quella dell’austerity”, che ancora oggi “è dettata da Berlino. Questa è un’altra grande sconfitta per l’Unione europea”.

In una lunga intervista all’HuffingtonPost Varoufakis spiega come stanno le cose: “Il recovery fund seppellisce gli eurobond, contiene un’idea di debito comune, ma è solo ‘una tantum’. Anche perché l’anno prossimo, verrà riattivato il Patto di stabilità e crescita e anche l’Italia verrà trattata come la Grecia. Alternativa? Invece di discutere di un fondo insignificante che non risolverà la crisi e rafforzerà l’euroscetticismo, i leader Ue avrebbero dovuto discutere dalla sospensione del Patto di stabilità e crescita a tempo indeterminato”.

Spiega ancora Varoufakis: “È un piano preparato da Berlino per uccidere gli eurobond proposti dall’Italia, dalla Spagna, dalla Francia e gli altri paesi più colpiti dal covid. Si tratta di un fondo insignificante dal punto di vista macroeconomico. Insignificante. Lo spiegherò nei termini dell’economia italiana. La vostra economia subirà un calo del pil del 15 per cento, roba pazzesca. L’anno prossimo Bruxelles sarà spinta da Berlino a fare pressione sul governo italiano per riequilibrare il bilancio. E anche se nel 2021 ci sarà il recovery fund, non sarà sufficiente per eliminare il deficit di bilancio. Magari potrà portarlo a -8 per cento, ma non di più. Per riequilibrare il bilancio dovrete sottostare a ferree regole di austerity”.

E sul Patto di stabilità e crescita aggiunge: “L’hanno sospeso per quest’anno. Io sto parlando dell’anno prossimo e l’anno prossimo lo riattiveranno. L’eurogruppo dell’11 giugno ne ha discusso. Ecco perché i cittadini italiani, spagnoli, greci e finanche i tedeschi dovrebbero considerare questo accordo come una grande sconfitta per l’Europa. Si sono messi a discutere di miliardi di euro che non risolveranno il problema e non addrizzeranno la direzione di marcia filo-austerity. Così si creerà maggiore tensione”.

Infine, altro avvertimento all’Italia: “Dalla mia passata esperienza nella crisi del debito greca, posso dire che il ministro tedesco non parlava mai per primo. Prima, parlava lo sloveno o il lituano contro la mutualizzazione del debito, a favore dell’austerity. Poi parlava l’olandese e aumentava il volume a favore dell’austerity. E poi interveniva il tedesco cercando di apparire come la voce sensata tra i primi due. Ma tutti sapevamo che le indicazioni rigoriste arrivavano da Berlino. Era solo coreografia”.

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