in

Un’altra eccellenza italiana al tappeto! L’industria dei matrimoni a rischio fallimento

Il quotidiano “La Stampa” riferisce che l’epidemia del Coronavirus “congela 70.000 matrimoni”. Questo in termini economici ha una ripercussione di 26 miliardi di perdite nel settore del wedding che all’anno fattura 40 miliardi.  Tra marzo e aprile 17.000 coppie hanno rinviato il proprio matrimonio. Numero che aumenta a 50.000 con la stima per i mesi successivi, maggio e giugno.

Per il momento è difficile riuscire a pianificare e immaginare la celebrazione dei matrimoni rispettando tutte le regole della fase due. Anna Francisco, wedding planner  tra i più emergenti in Italia, spiega: “I futuri sposi stanno vivendo in un tempo sospeso. Consiglio comunque di mantenere confermati i matrimoni fissati da metà luglio in poi”. Vi è il rischio infatti posticipando, di non riuscire più a trovare date favorevoli, “sabati e domeniche della primavera 2021 sono già sold out”. 

Gli italiani romantici non sono disposti a rinunciare alle tradizioni, così si preferisce riprogrammare. Cira Lombardo ha dato vita a un servizio gratuito di supporto che prende il nome “Help Spose”. Molti i futuri promessi che si rivolgono per sostegno e conforto:“Hanno paura di dover rinunciare al loro grande sogno e non sanno da che parte cominciare per rimodularlo in una data diversa da quella che avevano scelto all’inizio”. 

Umberto Sciacca, imprenditore che insieme all’event manager Barbara Mirabella ha lanciato l’iniziativa “Questo matrimonio s’ha da fare” affinché il governo ponga la dovuta attenzione al crollo del settore, spiega: “Siamo davvero preoccupati per ciò che accadrà a partire dal 18 maggio. La semplice riapertura degli atelier, con l’imposizione di sanificare gli abiti, senza l’adozione di precise misure a tutela del lavoro di tutti gli operatori del comparto, non ci permetterà di coprire le spese vive, ma soprattutto di recuperare al gravissimo danno subito negli ultimi due mesi”.

Tra eventi annullati, cerimonie posticipate e incassi mancati l’industria del matrimonio rischia il tracollo. Un settore molto ampio che raccoglie professionisti di diversi settori. Ad esempio, esistono 700 aziende italiane, tra piccole e medie, che producono bomboniere, con circa 6000 punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale, con un fatturato di circa 800 milioni di euro e che offrono occupazione a circa 30mila persone. I fotografi fatturano, ogni anno, circa 400 milioni di euro unicamente grazie al settore wedding.

Anche in questo caso servono risposte concrete, straordinarie e immediate da parte del governo. 

Gli Usa ci avvertono: “Attenti al 5G: la Cina vuole impadronirsi dell’Italia”

L’Italia dei nuovi poveri: un esercito invisibile raddoppiato in pochi mesi