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Un “vaccino vegetale” per convincere i no vax: l’ultima idea delle case farmaceutiche

Le abbiamo viste un po’ tutte, dall’inizio della pandemia, nel tentativo di spingere le persone ancora non vaccinate a sottoporsi alla somministrazione. Dalle iniziative rivolte ai ragazzi come il gelato gratis dopo la dose fino alle vere e proprie minacce lanciate dai virologi, che hanno invocato provvedimenti durissimi verso chi ancora oppone resistenze. Oggi, ecco l’ennesimo tentativo, stavolta portato avanti da quelle aziende farmaceutiche che incassano soldi a palate grazie ai farmaci anti-Covid: il vaccino vegetale.

Come raccontato da Giuliano Aluffi sulle pagine del Venerdì, infatti, un nuovo farmaco anti-Covid ottenuto da una pianta parente del tabacco potrebbe presto affacciarsi all’orizzonte e unirsi ai cinque già approvati dall’Ema. A realizzarlo l’azienda biotech canadese Medicago, che sta ultimando lo sviluppo insieme alla britannica GlaxoSmithKline e ha recentemente annunciato di essere arrivata all’ultima fase della sperimentazione.

I test hanno coinvolto complessivamente 24 mila persone: stando ai dati diffusi dalla stessa Medicago, l’efficacia nel prevenire la forma sintomatica del Covid supererebbe il 75%, con una quantità di anticorpi prodotta tra le 10 e le 15 volte superiore a quella che si forma nel sangue dei soggetti convalescenti. La speranza dell’azienda è che l’idea di un “vaccino vegetale” possa convincere almeno una parte della popolazione mondiale che rifiuta ancora l’inoculazione a cambiare idea.

“La produzione è meno costosa rispetto ai vaccini mRna – ha spiegato Amine Kamen, docente di bioingegneria alla McGill University di Monteral – perché non c’è bisogno di costosi bioreattori: basta una serra, visto che la parte più importante del lavoro avviene dentro le foglie della pianta”. Il vaccino potrebbe affacciarsi sul mercato già entro la fine del 2022, se i tempi saranno rispettati.

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