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Un governo sempre in ritardo: tanti bar e ristoranti rischiano di non aprire più

Gli scienziati hanno finalmente pronunciato il loro verdetto, ma non c’è troppo da sorridere. Perché se è vero che il via libera per la riapertura di bar e ristoranti il prossimo 1 giugno è arrivato, altrettanto vero è che la data segnata in rosso sul calendario rischia di essere troppo in là per tanti, troppi imprenditori. Che, con un mese di chiusura ancora davanti e tante spese alle quali far fronte, rischiano di lasciare le saracinesche abbassate per sempre. Toccherà al governo, alla fine, prendere una decisione su un eventuale anticipo del “via libera”. Con il rischio che ormai sia comunque tardi.

Un governo sempre in ritardo: tanti bar e ristoranti rischiano di non aprire più

Alla crisi economica figlia dell’emergenza sanitaria, infatti, si sta sommando in queste ore la paura delle spese da effettuare per mettersi il regola, di controlli e multe sempre dietro l’angolo, di una clientela che inevitabilmente, anche per motivi sanitari, non potrà essere quella di prima. E allora il rischio di non trovare il coraggio per ripartire è alto, altissimo: lo ha fotografato nelle scorse ore la Fipe, Federazione italiana pubblici esercenti, secondo la quale la percentuale di commercianti che ha già riaperto per effettuare servizio da asporto, in attesa di riprendere completamente le attività all’inizio del prossimo mese, si ferma al 50-60% delle attività. Gli altri, al momento, ha hanno scelto di restare chiusi in attesa di avere certezza sulle regole che dovranno seguire.

Un governo sempre in ritardo: tanti bar e ristoranti rischiano di non aprire più

Le perdite del settore, a oggi, sono già ingenti: 34 miliardi di euro quelle accertate, ma il numero è destinato tristemente a crescere e ogni giorno che passa senza che gli esercenti possano riprendere a pieno ritmo il loro lavoro è una mazzata durissima da sopportare. Il direttore generale Fipe Roberto Calugi a tal proposito ha chiarito: “Gli aiuti non sono mai arrivati. Soltanto l’1,6% dei gestori è riuscito a ottenere i famosi 25 mila euro che il governo aveva assicurato sarebbero stati a disposizione di tutti. Il risultato è che 50 mila imprese su 320 mila sono a rischio chiusura, 350 mila lavoratori su un milione e 200 mila potrebbero rimanere senza occupazione”.

Un governo sempre in ritardo: tanti bar e ristoranti rischiano di non aprire più

Persone che al momento non hanno avuto modo di mettere le mani sui famosi aiuti promessi dal governo, dalla collaborazione per la cassa integrazione al sostegno per il pagamento degli affitti. E che ora hanno paura. Soprattutto chi gestisce un ristorante, consapevole del fatto che le nuove norme e l’emergenza non ancora alle spalle potrebbero scoraggiare i potenziali clienti dal varcare la soglia. I locali più piccoli, inoltre, difficilmente avranno la metratura sufficiente per il rispetto delle distanze tra i tavoli. E alzare la saracinesca per poter accogliere al massimo un paio di clienti per volta non pare un’impresa particolarmente vantaggiosa. Tanti, troppi dubbi ai quali nessuno al momento riesce a dare una risposta. Con il rischio che a ripartire, il 1 giugno, siano tristemente in pochi.

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