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Assalto dell’Ue al vino italiano. Etichette e tasse, ecco la strategia per boicottarci

Pubblicato il 11/12/2021 12:16

Dopo l’assalto al made in Italy e alle nostre case di proprietà, l’Ue tenta un altro colpo basso nei confronti dell’Italia: l’attacco al nostro vino. Come? Imponendo più tasse, etichette choc come per le sigarette e limitazioni alla sponsorizzazione degli alcolici durante gli eventi sportivi. Il blitz dei Socialisti e Democratici e Verdi è avvenuto inserendo nel report del comitato speciale Beca per la lotta al cancro una serie di misure che, se venissero attuate in futuro, rischiano di penalizzare i produttori italiani di vino. Un vero e proprio assalto mirato e guidato da logiche facilmente comprensibili. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta Il Giornale, “giovedì il testo del dossier di oltre cento pagine, che traccia le linee guida sulla lotta ai tumori, è stato approvato dalla commissione parlamentare europea per l’Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare (Envi) con 29 voti a favore, uno contrario e quattro astenuti. Il report passerà poi al vaglio della sessione plenaria del Parlamento europeo a febbraio del 2022 e sarà proprio su questa relazione che la Commissione Ue si baserà per emanare le prossime direttive in materia”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Gli emendamenti voluti dalla sinistra Ue preoccupano gli operatori del settore vinicolo. L’impostazione del documento, che chiede tolleranza zero sugli alcolici, compresi vino e birra, con tasse più alte, “health warning” sulle etichette e divieto di sponsorizzazione nelle manifestazioni sportive, impensierisce i produttori. “La relazione – scrive la Coldiretti in una nota – non si limita a proporre aumenti delle tasse ma spinge ad introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche come per i pacchetti di sigarette”. (Continua a leggere dopo la foto)

“È del tutto improprio – attacca il presidente Ettore Prandini – assimilare l’abuso di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino”. La relazione del Parlamento Ue, è convinto, “colpisce ingiustamente il vino Made in Italy che ha conquistato la leadership in Europa per produzione ed esportazioni con un fatturato record di 12 miliardi nel 2021”.

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