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“Tachipirina per curare un tumore”. La deriva della sanità italiana non ha fine. Il caso

Pubblicato il 07/09/2022 13:14

Un mal di testa continuo, che non accennava a sparire e che si stringeva “come una tenaglia”. Tanto che alla fine Alessandra Taddei aveva deciso di rivolgersi a un medico per capire l’origine del suo problema. Al pronto soccorso di Verbania, in Piemonte, nessuno aveva però disposto degli accertamenti: per ben tre volte era stata rimandata a casa senza una vera e propria diagnosi, tanto che alla fine il marito, disperato, aveva deciso di chiamare i carabinieri. Una storia, l’ennesima, di malasanità, un’altra vita che poteva essere salvata prima che la situazione precipitasse.

“La terza volta ho chiamato anche i carabinieri, a quel punto dovevano pensare che o ero fuori di testa o disperato. Io ero disperato, quantomeno la terza volta avrebbero dovuto approfondire con esami più specifici. Mia moglie aveva un grosso tumore al cervello ed è stata mandata a casa con diagnosi di cefalea e paracetamolo”. Questo lo sfogo di Francesco Costa, il marito di Alessandra, alle pagine di Repubblica. La donna è morta all’età di 54 anni.

Alessandra insegnava Matematica e Scienze alla scuola media Quasimodo di Verbania, dove era molto apprezzata per la sua professionalità e per le sue doti umane. Il 20 agosto la drammatica scomparsa, seguita da un duro sfogo del marito che a Repubblica ha detto di non cercare vendette ma di volersi muovere legalmente perché “i medici agiscano con meno leggerezza. Sono deluso da questa sanità e mi chiedo come farò a tornare in pronto soccorso, dove mi sono sentito umiliato oltre che non ascoltato””.

L’uomo ha scelto di non sporgere denuncia, visto che sua moglie non si sarebbe comunque salvata da una malattia che la affliggeva da anni. La prima visita in pronto soccorso era stata effettuata la notte fra il 13 e il 14 settembre del 2021. Dopo un’ora e mezza, la diagnosi era stata “cefalea senz’aura”. Il giorno dopo, visto il dolore, una nuova corsa: “Crisi cefalgica in paziente affetta da emicrania da curare con paracetamolo 1000”. Il 21 settembre la terza visita, con la donna che non si reggeva in piedi. Soltanto dopo ulteriori accertamenti al San Raffaele di Milano era arrivata finalmente la verità: un tumore che di lì a poco avrebbe portato via Alessandra.

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