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Gas, lo scandalo che può far fallire l’Unione europea. C’è una nazione che specula sulle altre e fa affari d’oro

Pubblicato il 07/09/2022 09:06 - Aggiornato il 07/09/2022 09:28

Le crisi non sono uguali per tutti, nell’Unione Europea delle disparità sempre più accentuate. E così succede che mentre l’Italia si ritrova a fare i conti con un inverno alle porte più difficile che mai, segnato sul nascere dalla crisi energetica e dal rischio di stangate nelle bollette e riscaldamenti più bassi per le famiglie, dall’altra parte del Vecchio Continente c’è chi invece si frega le mani al solo pensiero dei prossimi mesi. La Norvegia, per esempio, pronta a registrare un’esportazione di gas da record.

Come raccontato da Claudia Osmetti sulle pagine di Libero Quotidiano, infatti, le previsioni di Frode Leversund, che è l’ad della Gassco ovvero la società statale norvegese che gestisce qualcosa come 7.800 km di tubazioni, l’autunno e l’inverno potrebbero essere “eccezionali”. Con la Norvegia “pronta a garantire ingerenti quantità di gas anche nei prossimi anni”. Con sommo beneficio, ovviamente, per le casse aziendali.

La Refinitiv Eikon, azienda che monitora e analizza le informazioni finanziarie, stima che la Norvegia sia già diventata il maggior fornitore di gas d’Europa, superando l’indotto russo persino prima della chiusura del gasdotto Nord Stream 1, avvenuta in questi giorni. Un giro d’affari d’oro iniziato proprio con la guerra in Ucraina. “Quest’estate – ha spiegato Leversund – abbiamo consegnato ciò che di solito consegniamo nei mesi invernali”.

Tradotto in numeri, le forniture di gas norvegese sono aumentate nel 2022 dell’equivalente di 60 terawattora, 4,97 miliardi (miliardi) di metri cubi. Soldi che arrivano da Gran Bretagna, Germania, Belgio e Francia, tutti Paesi riforniti dai condotti della Gassco. Il margine operativo della Equinor è salito a 36,125 milioni (sempre milioni) di dollari, era circa un terzo (10,5 milioni) nello stesso periodo dell’anno scorso e le proiezioni degli esperti parlano di un possibile incasso extra di addirittura 80 miliardi entro dicembre. Il tutto mentre Putin minaccia di interrompere definitivamente le forniture all’Europa, Italia compresa.

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