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Strangolato dalla crisi, si toglie la vita nella sua azienda. Bollette e rincari lo hanno ucciso

Pubblicato il 26/06/2022 11:55

Con le crisi, purtroppo, arrivano anche le tragedie. Il gesto estremo, compiuto da un 56enne di Paese (Treviso) si è consumato tra le mura della sua attività, specializzata nella lavorazione del ferro. Il rischio di trovarsi di fronte ad un nuovo 2008, la cui crisi spinse al suicidio decine e decine di imprenditori, annichiliti dal fatto di non poter continuare a mandare avanti le loro attività per via della scarsità di lavoro, dell’assenza di credito bancario e dei prezzi di materie alimentari e petrolio, oggi risulta essere concreto.
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Nuova crisi, nuove tragedie

Diversamente da allora, oggi non c’entrano i subprime, o almeno non ancora. A tenere banco, oggi, sono la pandemia ancora in atto, la guerra in Ucraina che non accenna ad avviarsi a conclusione, i rincari generalizzati e la sfida dei mercati globali. Per l’imprenditore di 56 anni far quadrare i conti era diventata una prova sempre più complicata: committenti che non pagavano, fornitori a cui pagare le materie prime, rincari astronomici delle bollette e costi del carburante a cui far fronte. Deve essere stato troppo per lui, titolare di un’attività specializzata nella lavorazione del metallo. Tanto da costringerlo a compiere l’estremo gesto, proprio all’interno di quell’azienda a cui aveva dedicato la vita.
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Il cordoglio della comunità

Il 56enne imprenditore si è tolto la vita giovedì sera. Il suo corpo è stato ritrovato verso le 20:30, poco dopo la chiamata al 118. L’ambulanza è intervenuta tempestivamente ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri per i rilievi di rito. Le circostanze della morte sarebbero chiare: si è trattato di un gesto volontario, le cui motivazioni si troverebbero nelle difficoltà economiche in cui versava il 56enne, come appurato dai militari. L’intera comunità di Paese si è stretta attorno alla famiglia: «È uno choc – afferma la sindaca Katia Uberti -. Siamo vicini alla famiglia. Va assolutamente scongiurata la spirale di morte che la crisi del 2008 ha portato con sé».
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L’appello del presidente della Camera di Commercio

Anche Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno, è intervenuto su quanto accaduto: «Abbiamo attivato degli sportelli di sostegno e degli strumenti proprio per evitare questi drammi. Uno degli strumenti a disposizione delle imprese in difficoltà è l’organismo di risoluzione della crisi, attivo da novembre. Si tratta di un pool di professionisti che sono in grado di affiancare gli imprenditori in difficoltà. Sono preparati ad affrontare queste situazioni e possono rappresentare un valido aiuto». Così, il presidente esprime il proprio appello a rivolgersi agli appositi sportelli e alle istituzioni: «Non c’è niente di cui vergognarsi né di cui aver paura. La rete tra enti e istituzioni serve proprio a tutelare i cittadini e le imprese. Le difficoltà economiche ci sono, soprattutto di questi tempi, è innegabile. Per questo i nostri imprenditori non vanno lasciati soli». Infine conclude: «Non conoscevo il 56enne ma la sua morte mi addolora e alla famiglia va tutta la mia vicinanza».

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