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Stop alle “toghe rosse”. Il piano del governo per arginare lo strapotere dei giudici

Pubblicato il 07/12/2022 10:13 - Aggiornato il 07/12/2022 10:23

Al momento della presentazione della squadra dei ministri del governo Meloni, tanti analisi avevano attribuito al neo Guardasigilli Carlo Nordio il ruolo di “foglia di fico”. Gli stessi che oggi sono rimasti a bocca aperta di fronte alla virata improvvisa del ministro della Giustizia, intervenuto in Senato per illustrare le sue linee programmatiche. Un intervento deciso, convinto, per presentare un programma ampio: separazione della carriera tra pubblici ministeri e giudici, rafforzamento della presunzione d’innocenza, stop all’abuso delle carcerazioni preventive, riforma del sistema delle intercettazioni, revisione dei reati che bloccano la pubblica amministrazione, aumento della tipologia di pene alternative al carcere. Una linea “garantista”, come è stata subito definita. Decisamente in contrasto con quanto ci si sarebbe aspettati dall’esponente di un governo guidato da Giorgia Meloni, che in passato aveva espresso posizioni ben diverse. (Continua a leggere dopo la foto)

Nordio ha usato termini forti per sottolineare la sua determinazione nel proseguire lungo la strada annunciata. Parlando, per esempio, di intercettazioni “usate per delegittimare” e di un obbligo dell’azione penale “diventato arbitrario”. Per portare a termine gli obiettivi annunciati, però, il percorso sarà lungo e ricco di ostacoli, e non potrà che passare da una riforma della Costituzione e da un duro scontro in Parlamento con le opposizioni. (Continua a leggere dopo la foto)

In attesa di capire se Nordio riuscirà davvero a portare a compimento la trasformazione della giustizia italiana, c’è un dettaglio politico che sta facendo riflettere: perché questa improvvisa “svolta garantista”? Secondo Repubblica, Meloni “aveva bisogno di un tema su cui riunire la sua maggioranza, da Berlusconi a Salvini, indicando una prospettiva di lavoro che nella migliore delle ipotesi abbraccerà un paio d’anni”. (Continua a leggere dopo la foto)

Un modo per allontanarsi anche dalle recenti polemiche con la Banca d’Italia, che ha bocciato alcuni passaggi della manovra economica come l’abbassamento al tetto del contante. Giocando su altri tavoli, più sicuri. Una “manovra difensiva”, come è stata definita. Che sembra già aver incassato l’apprezzamento di Lega e Forza Italia.

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