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Scuola, buio e freddo. Luci, riscaldamento e durata delle lezioni, il piano del governo per la nuova emergenza

Pubblicato il 19/08/2022 08:57 - Aggiornato il 19/08/2022 09:36

Luci spente e stop al riscaldamento nelle classi quando non necessario. Questi alcuni passaggi del piano “anti-crisi” al quale stanno lavorando i dirigenti scolastici in vista del ritorno sui banchi di scuola dei ragazzi italiani, con la crisi energetica che continua a preoccupare e che, nonostante le rassicurazioni del governo, si farà sentire eccome già dal primo suono della campanella. Tra le opzioni sul tavolo, anche se al momento non sono state ancora prese decisioni ufficiali, anche la possibilità di ridurre la settimana di lezione.

Come anticipato dal Messaggero, infatti, i dirigenti scolastici starebbero ragionando anche sull’opportunità di ridurre la settimana di lezione a tre giorni di frequenza: una misura straordinaria, che andrebbe a tagliare la presenza in classe per poter tagliare anche le spese a cui si andrà incontro nel prossimo autunno. “Innanzitutto dobbiamo pensare ad utilizzare gli strumenti piu adatti – ha spiegato Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma – vale a dire, ad esempio, sostituire tutte le luci di vecchia generazione con quelle al Led. Inoltre dobbiamo assolutamente abituarci all’idea di spegnere la luce nelle aule quando non c’è nessuno. Sembra banale ma ci sono casi però in cui è impossibile perché gli impianti non sono sezionati”.

In molte scuole con un interruttore generale si accendono le luci per un piano intero, se non per l’intero edificio, e non si possono spegnere per una singola aula. Lo stesso vale per il riscaldamento: “Dobbiamo abituarci ad abbassare la temperatura di uno o due gradi, rispetto al passato – continua il presidenti dell’Assopresidi di Roma – nel rispetto dell’interesse generale. Non sono le scuole a decidere gli orari dell’accensione della caldaia ma i singoli municipi. Potrebbe essere allora utile un confronto con gli enti locali visto che con l’autonomia nell’accensione potremmo tagliare i costi del 30%”.

“Gli istituti dovrebbero avere lìautonomia di poter accendere e spegnere le caldaie – ha spiegato Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi del Lazio – gestendo anche le singole classi: quella esposta al sole è ovviamente più calda di una in ombra. Inoltre a novembre potrebbe non esserci bisogno di accendere i riscaldamenti tutti i giorni mentre ad aprile può fare ancora freddo. Dovremmo avere la facoltà di procedere con l’accensione modulare. Lì dove non serve, si spegne, proprio come facciamo nelle nostre case tutti i giorni. Una scuola ha decine di aule e non sono sempre tutte utilizzate nello stesso momento”.

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