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Scarcerazione del boss della mafia e ora il capo dei carceri rischia la poltrona

Francesco Basentini, capo del Dap è a forte rischio. Dopo l’episodio legato alla concessione  degli arresti domiciliari di Zagaria una pioggia di critiche e malumori è caduta sul Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Tanto che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, non ha potuto fingere che tutto andasse bene e ha già preannunciato che saranno effettuate delle verifiche. 

Pasquale Zagaria, fratello del capoclan Michele era recluso al 41-bis nel carcere di Sassari, dove scontava una condanna a 20 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso e altri reati. La decisione di scarcerare il boss è connessa con l’emergenza coronavirus, anche se non direttamente. Zagaria è da tempo sofferente di tumore ma l’ospedale di Sassari presso il quale veniva appoggiato per seguire le terapie, secondo quanto dichiarato, non è più in grado di ospitarlo: la struttura è stata infatti riservata ai pazienti affetti da Covid-19 e c’è rischio di contagio.

L’ordinanza ha disposto il trasferimento ai domiciliari per poter garantire al detenuto la prosecuzione dei trattamenti di cui ha bisogno. Paradossalmente Zagaria ha finito per scontare i domiciliari proprio in una delle zone più colpite dall’epidemie a Brescia a casa della moglie. A sigillare questa tempesta perfetta c’è la sfuriata a “Non è l’arena” di Giletti, dove il conduttore insiste: “Basta boss fuori dal carcere e diteci come è andata davvero per quelle 38 scarcerazioni di criminali pericolosi.”


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