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Sanremo, i cachet dei vip e quei 300 mila euro a Benigni anche grazie all’amico/manager di Matteo Renzi

Poche certezze nella vita sono assolute come il caos che precede ogni edizione del Festival di Sanremo, puntualmente al centro di polemiche vibranti prima ancora che i cantanti si armino di microfono. Le uscite non troppo azzeccate di Amadeus, la presenza di quel Junior Cally e dei suoi discutibili testi. E i cachet, quelli che la Rai aveva promesso sarebbero stati contenuti e che invece sono finiti anche loro sotto la lente d’ingrandimento, con le indiscrezioni sui compensi di artisti e ospiti a far drizzare le orecchie agli utenti.

Per Amadeus si parla di 500-600 mila euro. Al suo fianco, beato tra le donne, non dei compagni fissi d’avventura, ma presenze femminili ad alternarsi di volta in volta. Alcune gratuitamente, come le giornaliste Rai Emma D’Aquino e Laura Chimenti. Altre battendo cassa: per la regina dei fornelli Antonella Clerici si parla di un compenso da 50 mila euro. Le altre primedonne (Alketa Vejsiu, Sabrina Salerno e Rula Jebreal) sarebbero invece ferme sui 20-25 mila euro. Una sorta di tetto massimo che pare rendere particolarmente complicata la trattativa con Georgina Rodriguez, compagna del calciatore Cristiano Ronaldo, che avrebbe chiesto molti di più (140 mila euro). Le parti sono lontane e chissà se si i dirigenti Rai si dimostreranno bravi come quelli della Juventus, riusciti nell’impresa di portare l’asso portoghese in Italia, seppur a caro prezzo.

Una cifra analoga, sui 25 mila euro, dovrebbe finire in tasca all’ormai celeberrima Diletta Leotta e alla modella Francesca Sofia Novello, attese entrambe sul palco in due serate diverse: probabile quindi, che il cachet sia nel loro caso raddoppiato. Di 150-200 mila euro si parla invece per il re del pop nostrano Tiziano Ferro, che dovrebbe essere onnipresente in ogni puntata del Festival in un ruolo ancora da capire bene. Ignoto, invece, il compenso di nostra regina della televisione Mara Venier. Infine il capitolo Roberto Benigni, quello che più fa discutere in queste ore: il comico toscano dovrebbe tornare da Sanremo con 300 mila euro in più nel conto in banca, cifra considerata “più che congrua” dai vertici Rai e contestata invece da esponenti politici e utenti sui social. Gli stessi che ricordano come l’anno scorso di questi tempi l’azienda di viale Mazzini aveva sborsato 160 mila euro i diritti sul materiale di repertorio necessario al confezionamento della serata ‘C’è Benigni’.

La trattativa con Benigni, in ogni caso, sembra destinata ad andare a buon fine. A occuparsene è d’altronde quel Lucio Presta che non solo è agente di tanti vip, compreso lo stesso Amadeus, ma anche molto legato a Matteo Renzi. Per l’ex premier Presta aveva gestito l’edizione 2019 della Leopolda, occupandosi praticamente di ogni dettaglio (“dal palco alle luci, decido tutto io”). E aveva prodotto il documentario “Firenze secondo me”, rivelatosi poi un clamoroso flop di ascolti. Le strade di Renzi e del manager si erano incrociate anche durante l’unica esperienza politica di Presta, che aveva tentato la candidatura a sindaco di Cosenza senza successo. A lui ora il compito di soddisfare le richieste di Benigni e portare a casa l’ingaggio. Impresa che, date le premesse, sembra tutto fuorché impossibile.

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