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La sanatoria è una beffa: gli imprenditori che si autodenunciano devono pagare il ticket

Sono passate settimane, ormai, dall’annuncio trionfante di una commossa Teresa Bellanova, in lacrime mentre raccontava agli italiani l’impatto della sanatoria da lei voluta e difesa a tutti i costi, anche di fronte ai dubbi di alcuni esponenti del suo stesso governo. Una riforma che, oggi, sembra però tutt’altro che un successo. Pochissime le adesioni, tanto che l’esecutivo si è trovato, imbarazzo, a prolungare la possibilità di adesione dal 15 luglio al 15 agosto. E ora, ecco saltar fuori un altro passaggio che ha scatenato non poche polemiche.

Sanatoria Bellanova, gli imprenditori che si autodenunciano devono pagare il ticket

La testata La Verità rivela infatti come in caso di autodenuncia di un periodo di lavoro in nero pregresso, un imprenditore si troverebbe a pagare 300 euro per ogni mese ai quali vanno aggiunti 500 euro di ticket al momento di presentazione della domanda della sanatoria. A stupire, secondo i rappresentanti della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) è soprattutto la grande improvvisazione nell’operato del governo: “Ma quante aziende non sapendo esattamente l’importo o temendo che fosse molto maggiore non hanno aderito?”.

Sanatoria Bellanova, gli imprenditori che si autodenunciano devono pagare il ticket

Sempre secondo la Cia, “quelli che hanno aderito alla sanatoria lo hanno fatto si può dire ‘alla cieca’. Bisogna, dunque, ammettere che questa misura messa in campo dal governo per cercare di contrastare la carenza di manodopera si è rivelata inefficace e poco gradita dalle aziende agricole”. L’incognita sulla reale cifra da pagare (era noto soltanto il costo del ticket) ha spinto molti a evitare ogni autodenuncia e ogni tentativo di regolarizzazione, per paura di andare incontro a un esborso troppo elevato. Facendo così risultare la sanatoria, a conti fatti, un flop clamoroso, anche in considerazione delle alte aspettative della Bellanova.

Sanatoria Bellanova, gli imprenditori che si autodenunciano devono pagare il ticket

Un lungo percorso, quello della sanatoria, iniziato in pieno lockdown e che secondo la Bellanova avrebbe potuto interessare potenzialmente anche 600 mila persone, soprattutto nel Sud del Paese. La ministra ha portato avanti la sua personalissima battaglia fino a minacciare le dimissioni, accontentata alla fine dal premier Giuseppe Conte che si è piegato alle volontà di Italia Viva onde evitare che la sua poltrona vacillasse pericolosamente. I risultati, come detto, non sono stati però quelli sperati. Quanto meno non nel settore agricolo: l’85% delle 207 mila domande arrivate proviene infatti da colf e badanti. I braccianti sono invece stati soltanto 30 mila, a fronte di attese superiori al mezzo milione.

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