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Riscaldamenti, ritorna la zona rossa: ecco quando si potranno accendere e quando no

Pubblicato il 08/09/2022 21:05

Il governo si appresta a varare una stretta a macchia di leopardo sui riscaldamenti. Il modello da seguire sarà quello già collaudato in epoca Covid dell’Italia “a colori”. Il Paese verrà divisa in zone distinte da diverse tonalità cromatiche, che rappresenteranno restrizioni più o meno severe, a seconda se i comuni saranno localizzati nelle aree più calde o più fredde dell’Italia. Le nuove regole per il funzionamento degli impianti di riscaldamento scatteranno entro settembre 2022, modificando la vigente regolamentazione della temperatura e dell’orario di accensione invernale attraverso un decreto del ministro della Transizione ecologica.
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Il piano del Governo

Tra le misure previste dal Governo attraverso il “Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale” rilasciato negli ultimi giorni dal ministero della Transizione ecologica, ce n’è una che coinvolge direttamente le abitazioni e i condomini e che, vuoi per le diverse temperature che caratterizzano le diverse aree dell’Italia, con inverni più o meno rigidi, prevedono una stretta sull’uso del riscaldamento che varia a seconda della collocazione geografica del singolo comune. Sebbene la stretta sui tempi di accensione degli impianti di riscaldamento non colpisca le città che sorgono lungo l’arco alpino (ad esempio Aosta, Sondrio, Bolzano, Belluno ma anche alcuni municipi della bergamasca, del bresciano e del varesotto) e alcuni dell’Appennino (ad esempio l’area del reatino), le restrizioni diventano più consistenti per quelle situate in zone con climi più caldi, consigliando sistemi di riscaldamento accesi al massimo 5 ore al giorno. Il Dpr 74/2013 ha suddiviso il territorio nazionale in 6 zone climatiche in base alla media delle temperature giornaliere. La zona A (comuni con gradi-giorno inferiori a 600), B (tra 600 e 900); C (tra 901 e 1400), D (tra 1401 e 2100), E (tra 2101 e 3000) ed F (comuni con gradi-giorno superiori a 3000).
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Il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale fissa i limiti di esercizio degli impianti termici, stabilendo una riduzione del loro utilizzo per 15 giorni nel periodo di accensione (posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio) e di 1 ora per quanto riguarda la durata giornaliera di accensione. In base al Piano, nella zona A i riscaldamenti potranno essere accesi per 5 ore al giorno dal 8 dicembre al 7 marzo; nella zona B per 7 ore al giorno dal 8 dicembre al 23 marzo; nella zona C per 9 ore al giorno dal 22 novembre al 23 marzo; nella zona D per 11 ore giornaliere dal 8 novembre al 7 aprile; per la zona E per 13 ore al giorno dal 22 ottobre al 7 aprile. Chiude l’elenco la zona F, per la quale il documento del ministero non prevede alcuna limitazione.

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