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Renzi nervosissimo di fronte alle domande di Report su Alitalia

Un Matteo Renzi nervosissimo, quello mostrato dalle telecamere di Report. Che prima, incalzato dalle domande della trasmissione di Rai Tre, si è tolto la mascherina per parlare con il giornalista, dimenticando completamente le misure di sicurezza anti-Covid varate dal suo stesso governo. Poi, in un crescendo di tensione, ha iniziato a prendersela con l’inviato, che chiedeva delucidazioni sul caso Alitalia: “Non troverà mai il mio nome in questa vicenda se non per il fatto che in quel momento stavo guidando il Paese”. E poi: “Lei deve studiare!”. Chiudendo con un “bisognerebbe fare corsi di formazione ai giornalisti che non conoscono e pretendono di fare domande”.

Un Renzi, insomma, molto più che infastidito. Tutta colpa di un servizio sui suoi rapporti con la compagnia aerea Etihad, gli Emirati, Alitalia e il caso “Air Force Renzi”, l’aereo di Stato voluto proprio dall’ex premier. Un’inchiesta incentrata sulla svalutazione di Alitalia per favorirne l’acquisto da parte degli arabi di Etihad e forte del peso di 526 pagine di relazione tecnica, quelle consegnate alla Procura di Civitavecchia che cerca di far luce sul crac finanziario della compagnia italiana nonostante il tentato salvataggio da parte di Renzi e Luca Cordero di Montezemolo.

Renzi non risulta indagato, a differenza degli ex vertici Alitalia. Ma si continua a indagare per capire esattamente cosa successo nel 2014, quando la compagnia aerea iniziò a svalutare le quote di una sua partecipata, Alitalia Loyalty, in maniera “non corretta”, secondo gli inquirenti. Il tutto al fine di risultare più appetibile per Ethiad. E mentre gli stessi arabi producevano delle fatture “presumibilmente gonfiate” nei confronti di Alitalia.

Tra le operazioni sulle quali si concentrando le indagiini, proprio l’acquisto del cosiddetto Air Force Renzi, aereo di Stato valutato la bellezza di 167 milioni di euro, in leasing per 8 anni. Secondo Report, l’Airbus non era “neanche nella disponibilità degli arabi, che lo avevano riscattato dalla società Uthl con sede nelle Isole Cayman”. Renzi, incalzato dal giornalista, si è limitato a commentare che “il governo Letta aveva individuato nella partnership con un’azienda di Abu Dhabi, che si chiamava Etihad, la partneship ideale a suo avviso per Alitalia. A me sembrava una scelta giusta, evidentemente non lo era”. Poi, nello specifico: “L’aereo di Stato serve al Paese. Conte e Di Maio fanno i viaggi con lo stesso aereo mio. Dopodiché, se ci sono stati degli errori nella gestione del dossier, chi ha sbagliato deve pagare. Sono dei buffoni populisti quelli che dicono che l’aereo di Stato non serve”.

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