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Tutti i nomi per il Quirinale. Se Draghi si sfila, ecco su chi puntano i partiti

Si fa sempre più intensa la corsa per il Quirinale. Come al solito ci pensa l’aggiornatissimo Marco Antonellis a fornire gli ultimi sviluppi e a snocciolare succulenti retroscena. Nel suo ultimo pezzo su Tpi scrive: “Formalmente sembra tutto fermo e ogni leader politico dichiara che è prematuro parlarne. Ma non bisogna mai fermarsi alle apparenze perché la corsa al Quirinale è un gioco di specchi. Infatti la realtà è molto diversa da quanto i politici ufficialmente raccontino: giochi e giochetti di Palazzo (e non) sono partiti da tempo. La chiave di tutto è la posizione di Mario Draghi: è lui il ‘deus ex machina’”. (Continua a leggere dopo la foto)

Prima o poi dovrà infatti far sapere le sue reali intenzioni sul Colle, anche se chi gli sta vicino sa benissimo che lui al Quirinale ci andrebbe di corsa: “Il tema però – scrive Antonellis – è che il suo governo è nato per garantire le istituzioni europee che i 200 e passa miliardi di euro che stanno per piovere sull’Italia siano gestiti come la UE vuole. E siamo ben lontani dal compimento di questo incarico, per cui non sarà affatto scontato vedere Draghi al Colle il prossimo febbraio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Se le cose stanno così, potrebbe aprirsi uno scenario nuovo e diverso rispetto alle ultime elezioni del Capo dello Stato dove più o meno il Pd l’ha fatta da padrone. “Il candidato/a dovrà necessariamente essere trasversale, raccogliere voti un po’ qui un po’ la. Se il centrodestra fosse compatto (ipotesi “eroica” di questi tempi) alla quarta votazione dovrebbe racimolare poco più di 50 voti per eleggere un suo candidato. Renzi e Di Maio controllano realmente una trentina di voti ciascuno e l’accordo con loro non è impossibile per un candidato che magari non sia il troppo divisivo. Renzi punta (ma lo dice da troppo tempo e questo è un po’ sospetto) su Casini, Salvini su Marcello Pera (una vecchia idea di Denis Verdini) ma girano forte anche i nomi di Letizia Moratti e, soprattutto, del redivivo Gianni Letta (anche per il Cavaliere sarebbe impossibile dire di no)”. (Continua a leggere dopo la foto)

Gli attuali uomini del Colle, invece, ad iniziare dal “Richelieu” Zampetti, “puntano sulla Cartabia nella speranza che poi riconfermi in toto lo staff dell’attuale inquilino del Quirinale. In zona Pd, gli ‘ultimi giapponesi’, quelli che vogliono comunque provarci e hanno realmente un minimo di chances sono solamente Gentiloni e Veltroni. Ma parlando di centrosinistra non si può però nemmeno dimenticare un nome che negli ultimi 30 anni è sempre riecheggiato quando si è parlato di Quirinale, Giuliano Amato”.

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