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Paragone davanti alla Rai: “La tv che imbavaglia chi non la pensa come il Sistema”

Il leader di ItalExit, Gianluigi Paragone, ha fatto una “passeggiata” in viale Mazzini, a Roma, davanti alla sede della Rai. Dopo aver attaccato a più riprese la tv pubblica di non dare spazio a chi esprime opinioni contrarie alla vulgata voluta dal Sistema, come ad esempio sul tema dei vaccini, il senatore è tornato alla carica in un luogo simbolo: “Io conosco bene questa azienda, di cui sono stato anche vicedirettore. So come funzionano certe dinamiche. Questa – dato che noi paghiamo il canone – dovrebbe essere la tv pubblica, e invece si sta trasformando in tv di Stato, che vuol dire che tutto quello che non viene ‘bollinato’ come verità di Stato non ha diritto di parola”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Paragone nella sua diretta Facebook: “Quello che si sta confezionando qua dentro non può presupporre – a quanto pare – il diritto di critica. Quindi non c’è odore di libertà, ma c’è odore di Sistema, di Palazzo, di verità preconfezionata. Il vaccino ad esempio: non è obbligatorio, ma la Rai invece lo sta facendo diventare obbligatorio con il suo racconto h24. E il caso Santoro, che ha sollevato il problema dell’impossibilità di fare un racconto diverso, è emblematico. Uguale per l’Euroa: guai a criticare il Pnrr, e a dire quale maleficio c’è dietro”. (Continua a leggere dopo la foto)

Attacca ancora Paragone: “Io lancio una sfida: domani alle 19, facciamoci tutti quattro passi di Libertà intorno alla Rai. È un’idea che vuole accogliere tutti quelli che vogliono una Rai più libera. E non intendo liberarla dai partiti, intendo una Rai che deve dare il diritto di parola – come prevede la nostra Costituzione – a chi intende manifestare un pensiero diverso, critico. Questo a quanto pare non si può fare, non viene accettato in Rai”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude Paragone: “Ritroviamoci quindi qui domani, 10 giugno, alle 19. Manterremo le distanze, abbassando le mascherine così prenderemo un po’ di aria e non faremo assembramento. Voglio invitare anche tutti quelli che continuano a dire su internet e sui social di stimolare dibattiti: bene, venite. Invito anche Lucia Annunziata e Michele Santoro, i direttori di testata. Enrico Montesano già mi ha detto sì. Prendete parte a questa battaglia che io sto facendo da tempo. Vi aspetto!”.

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