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“Omicron, i vaccinati più a rischio contagio dei non vaccinati”: i dati choc dalla Danimarca

Perché il governo tira dritto per la sua strada, estendendo il Super Green pass a categorie sempre più ampie di lavoratori e lavorando a un vero e proprio obbligo vaccinale, mentre dal resto del mondo ci arrivano dati che suggeriscono come i vaccini non siano sufficienti a fermare la pandemia? A chiederselo in queste ore è stato l’endocrinologo Giovanni Frajese, che in queste ore ha preso parte al convegno “Coordinamento 15 ottobre” a Roma. E ha chiesto al Comitato tecnico-scientifico che assite l’esecutivo un confronto per capire il motivo di scelte non supportate dai numeri provenienti dagli altri Paesi.

Intervistato dall’Ansa, Frajese ha puntato il dito contro una strategia che punta in una sola direzione, quella dell’obbligo vaccinale per tutti gli italiani: “Francamente lo trovo assurdo, in quanto i vaccini rimangono sperimentali, visto che la sperimentazione finirà nel 2023 e avremo i dati soltanto nel 2024. Visto che il prodotto è sperimentale, far entrare forzatamente le persone nella sperimentazione è una scelta che continua a lasciarmi molto perplesso”.

Frajese ha poi allargato lo sguardo al di fuori dei confini, in particolare alla Danimarca: “Al momento i numeri sulla variante Omicron ci dicono che in Danimarca il 92% delle persone con due o tre dosi di vaccini sono risultate positive al virus, a fronte dell’8,5% di non vaccinati. Ci piacerebbe avere un confronto con il Cts per aiutare a mettere in piedi azioni che siano d’aiuto alla popolazione e al governo, ma su basi scientifiche più solide”.

Proprio dalla Danimarca stanno infatti arrivando numeri chiarissimi: come evidente dalla tabella riportata qui sopra, realizzato dall’istituto di ricerca Statens Serum Institut che monitora l’andamento della pandemia, in un Paese con il 75% dei vaccinati i contagi Omicron hanno interessato per il 91,5% dei pazienti con una o due dosi già ricevute e per l’8,5% persone non vaccinate. Allargando lo sguardo a tutte le varianti del virus, non solo alla più recente, il 76,2% dei danesi risultati positivi era teoricamente protetto dai farmaci anti-Covid, a fronte di un 23,8% di non vaccinati.

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