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Obbligo vaccinale, ecco perché non è stato Draghi ad annunciarlo agli italiani

L’Italia ha deciso di andare avanti per la sua strada, tirare dritto e imporre, primo Paese in Europa, l’obbligo vaccinale. Vero, soltanto per un parte della popolazione (quella con oltre 50 anni di età). Ma il passaggio resta comunque fortissimo. Con Mario Draghi che, in tutto questo, non ci ha nemmeno messo la faccia, scegliendo di rimanere in secondo piano ed evitando ogni confronto diretto con la stampa al momento di annunciare la nuova stretta sul fronte sanitario. Un passaggio che si commenta da solo.

Forse è stata la paura di ricevere, per una volta, qualche critica. Più probabilmente l’atteggiamento di chi ormai governa il Paese come un sovrano e prova quasi fastidio nel dover lasciare le proprie stanze per scendere a spiegare il motivo delle proprie decisioni. Fatto sta che Draghi ha mandato tre suoi ministri a dar ragione di una scelta delicatissima, annunciata soltanto a sera dopo una lunga serie di riunioni che hanno coinvolto i principali esponenti dell’esecutivo.

E così ecco apparire, come ritratti da Federico Geremicca sulla Stampa, un Roberto Speranza impegnato nel tentativo di minimizzare il peso della decisione, un Renato Brunetta “nervoso come sempre” e attento a precisare quanto la scelta fosse condivisa da tutto il Consiglio dei ministri, infine un Patrizio Bianchi che ha gonfiato il petto e chiosato in fretta: “La scuola è salva, niente didattica a distanza, buonanotte a tutti e arriverci”.

Dietro la scelta di Draghi di non mostrarsi potrebbe esserci, scrive la Stampa, anche “l’effetto dello tsunami montante intorno al Colle del Quirinale”. Nervosismo alle stelle, rischio di riaccendere gli animi con una sola parola fuori posto. In ogni caso, il premier ha optato per la ritirata, lasciando ad altri il compito di argomentare. Per evitare tensioni, certo. O magari perché scocciato dall’ennesima quisquilia che si frappone fra lui e la sua prossima incoronazione, definitiva.

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