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“Non solo non vaccinati in terapia intensiva”: ecco l’ospedale dove la verità viene a galla

Pubblicato il 05/12/2021 09:49 - Aggiornato il 07/12/2022 18:28

“Anche i vaccinati in terapia intensiva”: poche semplici parole in grado di smontare un’intera narrazione, martellante, che in questi giorni sta cercando di terrorizzare chi invece non è ancora ricorso al vaccino. A pronunciarle è stata la dottoressa Annamaria Cattelan, primario di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera di Padova.

E nonostante questo dato sconvolgente, le maggiori testate nazionali, tra le quali il Corriere della Sera, pongono nei titoli l’accento sul fatto che, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Padova vi siano “intere famiglie no vax”: si starebbe tornando a vedere cluster familiari, proprio come accadde durante la prima ondata di Covid. Con una differenza non da poco: adesso i vaccino c’è. Eppure tra i ricoverati troviamo non solo i ‘no vax’ … anzi. E’ la stessa Cattelan a svelare come nell’ospedale a Padova dove lavora, il 40% di chi è ricoverato in terapia intensiva abbia ricevuto la doppia dose di vaccino. Anziani o fragili (ma non solo), che si sono fidati di chi rappresentava il vaccino come panacea di tutti i mali, che avrebbe fornito un’assoluta protezione dal virus, e che ora si ritrovano in un letto d’ospedale a soffrire e a temere il peggio. Altro quindi che “intere famiglie no vax”: a sorprendere – ed indignare – dovrebbero essere i dati sui vaccinati.

“Il 60% di loro è no vax – spiega la dottoressa Cattelan parlando dei pazienti in terapia intensiva – hanno tra i 40 e i 60 anni. E poi c’è un 40% di malati, in gran parte anziani e con co-morbilità che ha fatto il ciclo completo anti Covid ma non ha ottenuto la risposta immunitaria desiderata. Siamo tra due fuochi – ammette il primario – dobbiamo gestire dal punto di vista clinico, comportamentale e psicologico da una parte chi ha rifiutato il vaccino, dall’altra i delusi del Servizio sanitario nazionale al quale si sono affidati seguendone ciecamente le raccomandazioni ma finendo ugualmente in ospedale”. Una situazione spaventosa se si leggono i dati sotto un’altra prospettiva. Il vaccino sembra che a Padova non stia assicurando la giusta protezione ai più fragili: eppure questo dato sembra essere passato in sordina. Anche se quegli anziani e quei fragili potrebbero essere parte della nostra stessa famiglia.