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“Non serve più”. Senza divieti, la pandemia è in frenata: cosa ci dicono davvero i numeri sul Covid

Pubblicato il 07/09/2022 11:26

Come farà il governo italiano a giustificare nuove strette contro il Covid, in un momento in cui tutti gli esperti sottolineano quanto tranquilla sia la situazione? Una domanda che continua a tenere banco anche in questi giorni di campagna elettorale, che vedono il ministro della Salute Roberto Speranza impegnato a difendersi da una vera e propria valanga di critiche. “La nostra azione si è sempre ispirata a due priorità: il diritto alla salute e la centralità dell’evidenza scientifica” è stata la linea difensiva dell’esponente di Articolo Uno, ovviamente tutt’altro che efficace.

Speranza è stato travolto dalla rabbia degli italiani per una gestione della pandemia completamente scriteriata, con i vaccini eletti a unico possibile strumento di contrasto al Covid, i diritti calpestati, le decisioni sempre prese ignorando la scienza. Quella scienza che, per esempio, aveva sottolineato fin da subito l’importanza delle cure domiciliari, rimanendo inascoltata. Ora, il problema per il governo Draghi e per quello che verrà è proprio far digerire ai cittadini altre assurde regole, in un momento in cui nessuno vuole più sottostare a imposizioni di sorta. Eppure da Letta a Salvini e Meloni, nessuno ha avuto il coraggio di prendere pubblicamente le distanze dall’obbligo vaccinale.

Che al governo finisca il centrodestra o il centrosinistra, insomma, nessuno avrà il coraggio di deviare dalla linea Speranza. Nel frattempo, però, a cambiare è stata la percezione dell’emergenza, non sono in Italia. L’ex consulente della Casa Bianca Anthony Fauci è stato chiamato a rispondere dell’accusa di “censura” di evidenze scientifiche non collimanti con le strategie pandemiche adottate dal governo americano. Il segno evidente di come i tempi, per fortuna, sono cambiati.

E così è toccato nuovamente a loro, i virologi, scendere in campo per preparare il terreno alla quinta dose in meno di due anni. Nelle ultime ore a farsi avanti è stato Guido Silvestri, patologo alla Emory University di Atlanta, negli Usa: “I vaccini proteggono la comunità, si riduce il rischio che gli ospedali vadano in sovraccarico e non si possano curare i pazienti”. Parole in linea con quelle dei colleghi italiani, già a loro volta impegnati nel sottolineare l’efficacia dei farmaci anti-Covid. La scienze, nel frattempo, continua però a dire il contrario. E non è detto che i cittadini sia disposti a chinare ancora una volta il capo.

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