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Non è vaccinato: il procuratore finisce sospeso. E la Corte d’Appello precipita nel caos

Un Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Venezia è stato sospeso dal servizio senza stipendio perché, non vaccinato, ha deciso di non effettuare neanche i tamponi per ottenere il green pass. Col risultato che ora la magistratura veneta in grado d’appello trova in totale affanno mentre è davanti alla prospettiva di affrontare processi importanti come il crack della Banca Popolare di Vicenza (a rischio prescrizione) e le infiltrazioni mafiose del Clan dei Casalesi.

Da più di un anno è vacante il posto di Procuratore Generale, dopo che nel settembre 2020 Antonio Mura ha lasciato l’incarico per ricoprire il ruolo analogo a Roma. Da allora è stato l’avvocato generale Giancarlo Bonocore a reggere l’ufficio. Buonocore, durante la relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario tenutasi lo scorso gennaio, aveva ricordato come il ministero di Grazia e Giustizia avesse concesso a Venezia un aumento in organico di due sostituti procuratori generali, portando così l’organico a 13 magistrati. Ma già allora mancava un sostituto da metà del 2020 e poi è stato trasferito Antonio Mura.  “La procura generale manca di 4 unità” dice Bonocore “rispetto ad un organico complessivo di 13 magistrati”.

Dunque a Venezia si dovrà procedere alla riassegnazione dei fascicoli che erano in carico al magistrato sospeso. Il processo d’appello per infiltrazioni mafiose nel Comune di Eraclea, che comincerà a dicembre, richiederà la celebrazione di numerose udienze. Quello della Popolare di Vicenza non è stato ancora fissato ma non è affatto di secondaria importanza. “Da noi non c’è stata nessuna sospensione e neppure nessuna assenza dovuta a personale ‘no vax’ – ha dichiarato il presidente del Tribunale di Venezia, Salvatore Laganà – I pochissimi non vaccinati fanno regolarmente i tamponi”.

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