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Molnupiravir, cos’è e come funziona la pillola anti-Covid che riduce del 50% la mortalità

Pubblicato il 10/11/2021 16:32

Si chiama Molnupiravir ed è la pillola antivirale progettata contro Sars Cov2 da Merck, con il partner Ridgeback, già approvata dalle autorità sanitarie inglesi e in attesa dell’autorizzazione Ema. Secondo quanto riporta Repubblica, nello studio clinico in fase 3 di sperimentazione effettuato su 775 pazienti, il farmaco avrebbe dimostrato di ridurre del 50% il rischio di ospedalizzazione e morte in adulti con covid lieve o moderato, non vaccinati, ma a rischio di malattie gravi. E potrebbe essere efficace anche sulle varianti.

La pillola è autorizzata per il trattamento contro il Covid da lieve a moderato su adulti con tampone positivo che presentano almeno un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie gravi come malattie cardiache, diabete mellito, obesità e over 60. A differenza dei vaccini, la pillola anti-Covid non agisce sulla proteina spike, responsabile delle mutazioni, quindi dovrebbe essere efficace anche sulle varianti. Agisce, invece, sulla polimerasi virale e cioè blocca l’enzima che replica il Dna del virus che, in questo modo, non riesce a replicarsi nell’organismo.

La pillola va presa due volte al giorno per cinque giorni, nelle fasi iniziali dell’infezione. Ogni ciclo di terapia costa 700 dollari ma il costo sarà sostenuto dai servizi sanitari nazionali delle singole nazioni. Pfizer sta invece lanciando la pillola Paxlovid, che ora è in attesa delle autorizzazioni: secondo l’azienda produttrice ridurrebbe il rischio di ospedalizzazione e morte dell’89%. Adesso però è in attesa della autorizzazioni sia da Fda che da Ema.