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“Due metri di distanza? State preparando il funerale dei ristoranti”. La denuncia di MIO Italia

MIO Italia alza ancora una volta la voce – e noi con loro – contro le nuove misure che sta preparando il governo per la “riapertura” delle attività di ristorazione dopo le feste di Pasqua. Due metri di distanza tra un tavolo e l’altro a ristorante, praticamente una presa in giro. Gli operatori del settore fanno subito notare che si tratta di una misura eccessivamente restrittiva che provocherà la morte dell’intero comparto. “Se una cosa abbiamo imparato in questo ultimo anno, è la certezza dell’incertezza. Sul covid e sulle relative misure di contenimento abbiamo sentito tutto e il suo contrario”, inizia l’attacco di Paolo Bianchini, presidente di MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità. (Continua a leggere dopo la foto)

“Di fatto siamo tornati al punto di partenza, visto che i nostri rappresentanti istituzionali ci stanno facendo rivivere il marzo del 2020, con l’aggiunta di ulteriori limitazioni. Ora la raccomandazione di Inail, Iss, Ministero Salute e Aifa è che quando si mangia – o si tornerà a mangiare – insieme, ad esempio al ristorante o al bar, si deve mantenere la distanza di due metri, a causa delle varianti covid. Come se fosse possibile dilatare gli spazi e allungare i tavoli a piacimento”, attacca ancora il presidente di MIO Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

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Continua Bianchini: “Bene, la politica, di cui siamo in paziente attesa del ‘cambio di passo’, spieghi come queste infauste raccomandazioni siano compatibili con l’attività di ristorazione, cioè col 30 per cento del Prodotto interno lordo della nazione, tanto vale il settore Horeca”. (Continua a leggere dopo la foto)

“L’applicazione di queste deliranti misure rappresenterà il funerale del comparto dell’ospitalità a tavola”, ha concluso Paolo Bianchini. Ora si attendono i chiarimenti da parte del governo, che sta esasperando sempre più la situazione, la pazienza e la vita di migliaia di famiglie che vivono grazie alle attività di ristorazione.

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