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Medicinali contraffatti, la nuova truffa che mette a rischio la salute. Come funziona e come evitarla

Pubblicato il 06/11/2023 20:14 - Aggiornato il 06/11/2023 20:18

Entrato in vigore in agosto, il Digital Services Act varato dall’Unione europea, che pare più una censura dei social e dei siti di informazione che uno strumento di libertà, forse per una volta ha agito positivamente. Ci spieghiamo meglio: tra le miriadi di cose che il colosso cinese dell’e-commerce AliExpress, costola della multinazionale Alibaba, vende in tutto il mondo ci sarebbero persino diversi medicinali contraffatti, e non è neppure il caso di illustrare i potenziali rischi per la salute. Per ora è solo una richiesta di informazioni ma l’approccio è quello di una inchiesta. La Commissione Europea ha inviato formalmente ad AliExpress una richiesta di informazioni, come detto ai sensi del Digital Services Act, in particolare relativamente a quali misure sono state adottate per rispettare gli obblighi relativi alla valutazione del rischio e all’azione di mitigazione per proteggere i consumatori online per quanto riguarda la diffusione online di prodotti illegali, tra i quali i medicinali “falsi” rappresentano naturalmente la principale fonte d’allarme. Alibaba ha tempo sino al 27 di novembre per fornire le informazioni richieste. Sulla base della valutazione delle risposte di AliExpress, la Commissione valuterà i prossimi passi, tra cui è compresa l’apertura formale di un procedimento. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le richieste di Bruxelles

L’elenco dei fornitori di AliExpress è composto da piccole imprese cinesi che offrono prodotti a acquirenti online internazionali. A seguito della sua designazione come Very Large Online Platform, AliExpress è tenuta a rispettare l’intera serie di disposizioni introdotte dal Digital Services Act, inclusa la valutazione e la mitigazione dei rischi di cui abbiamo già scritto. Infatti, ai sensi dell’articolo 74, paragrafo 2, dello stesso Digital Services Act, la Commissione può imporre sanzioni per informazioni errate, incomplete o fuorvianti in risposta a una richiesta di informazioni. Altresì, se AliExpress non dovesse rispondere nei tempi previsti, potrebbe incorrere in una penalità di mora. “Il Digital Services Act non riguarda solo l’incitamento all’odio, la disinformazione e il cyberbullismo – ha commentato il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, come riporta Il Fatto Quotidiano – È lì anche per garantire la rimozione dei prodotti illegali o non sicuri venduti nella Ue tramite piattaforme di e-commerce, compreso il numero crescente di medicinali e prodotti farmaceutici falsi e potenzialmente pericolosi per la vita venduti online”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il Digital Services Act

In vigore dallo scorso 25 agosto, il Digital Services Act monitora al momento 19 grandi piattaforme online – le già citate Very Large Online Platform – tra cui Amazon, App Store, Bing, Booking, Facebook, Google Maps, Google Play, Google Search, Google Shopping, Instagram, LinkedIn, Pinterest, Snapchat, TikTok, X, Wikipedia, Youtube e Zalando e Aliexpress. Inoltre, a far data dal 17 febbraio 2024, sarà allargato a tutte le piattaforme. Il Digital Services Act prevede che le regole per pubblicare informazioni verranno stabilite dal nascente Comitato europeo per i servizi digitali.

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