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Colpa del vaccino, ma nessun colpevole. La sentenza choc: “Ecco perché Aifa bloccò le autopsie”

Pubblicato il 22/10/2023 11:48 - Aggiornato il 22/10/2023 12:59

La Procura di Siracusa ha deciso di non decidere e così la morte del militare Stefano Paternò ha una causa, ma non dei colpevoli. Come si ricorderà, il capo scelto della Marina Militare in servizio ad Augusta Stefano Paternò, morto per reazione avversa dal vaccino contro il Covid-19 di AstraZeneca appena 12 ore dopo la somministrazione della prima dose. Sicché i giudici hanno stabilito che “Il decesso è ascrivibile alla risposta individuale al vaccino”, eppure è stata archiviata la posizione dell’Amministratore delegato di AstraZeneca Italia, Lorenzo Wittum, di un medico, un infermiere dell’ospedale militare di Augusta dove avvenne l’inoculazione e di un medico del 118 intervenuto nell’abitazione del militare nel tentativo di rianimarlo. Tutti assolti per non aver commesso il fatto. Una sentenza paradossale, a dir poco. Facciamo, ora, un passo indietro e torniamo allo scoop di Fuori dal Coro, il programma di Rete 4 condotto da Mario Giordano, che nella puntata dell’11 aprile 2023 mostrava un documento interno dell’Aifa, che è datato 13 febbraio 2021 e che dunque precede di oltre un mese la morte del militare: esso conferma che l’Aifa sapesse già che il vaccino Astrazeneca poteva essere pericoloso e al suo interno si nutrivano dubbi sulla sua stessa efficacia. (Continua a leggere dopo la foto)
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L’autopsia negata

Ancora l’Aifa, anche questo è emerso, aveva dato il suo diniego a questa e altre autopsie sulla salma del Paternò, che tanto avrebbe potuto svelarci. Già un anno fa la procura aveva accertato che il 43enne godeva di ottima salute e che il lotto di Astrazeneca, sequestrato e poi dissequestrato, non era guasto né nocivo. Dunque, nulla di fatto: la morte di Stefano Paternò, per quanto la correlazione con il vaccino sia stata acclarata, rimane impunita. Nel suo editoriale su La Verità, il direttore, Maurizio Belpietro, sottolinea l’anomalia che fa dell’Italia l’unico Paese democratico che ha imposto l’obbligo vaccinale, anche nei casi, come quello dello stesso Paternò, in cui il soggetto avesse già sviluppato gli anticorpi naturali avendo già contratto il Covid: come detto, infatti, è stata accertata dalla procura di Siracusa una “risposta immunitaria esagerata”, che ha sommato gli effetti del virus con quelli del siero, provocando il decesso di Paternò. Il consenso informato (ecco a cosa serviva…), che tanto informato non era, e lo scudo penale per medici e soggetti vaccinatori, un altro unicum italiano, hanno reso possibile questa sorta di delitto perfetto. (Continua a leggere dopo la foto)
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La commissione parlamentare d’inchiesta

Ecco dunque che emerge, anche nell’analisi che fa Belpietro, in tutta la sua urgenza, la necessità della commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid e sulla sua fallimentare e criminale gestione, una commissione che da più parti si tenta di boicottare e che rischia di essere “dimenticata” per via della attualità più contingente, e si chiarisce l’importanza che si indaghi anche e soprattutto sulle autopsie negate. Quella di Stefano Paternò, se fosse stata fatta, avrebbe chiarito molte cose. Una tragedia, la sua, che si aggiunge alle tante che potete leggere su DANNI COLLATERALI, il nostro gruppo Facebook che raccoglie i racconti sugli effetti collaterali da vaccino anti Covid.

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