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Riscaldamenti, “Fino a 3mila euro di multa” per chi non rispetta le regole. Il calendario aggiornato per zone

Pubblicato il 18/10/2023 18:10 - Aggiornato il 19/10/2023 14:49

L’Italia è un Paese frammentato e diviso, si sa, ed è diviso in due anche dal punto di vista meteorologico, con temperature fino a un paio di giorni fa quasi estive al Sud e i primi freddi al Nord. Ad ogni modo, ora che l’autunno comincia a farsi sentire dobbiamo già parlare di termosifoni e riscaldamenti, ricordando che non tutte le regioni hanno le stesse regole in merito a date e orari per la loro accensione. Il nostro Paese è diviso in 6 zone climatiche, dalla A, la meno fredda, alla F, quella più rigida, in base alla media Gradi Giorno. Va subito detto che entrambe le guerre in corso – le due delle quali ci preoccupiamo di più, ma ci sono tanti altri conflitti nel mondo –, ovvero quella in Ucraina e quella tra Hamas e Israele, incidono anche in questo ambito, comportando risvolti negativi sul prezzo del gas. Nella stagione 2022-2023, per far fronte ai rincari del costo del gas, è stata imposta una diminuzione delle ore e del periodo complessivo di riscaldamento, per via del decreto dell’allora ministro Cingolani, ma per questo autunno il calendario dei riscaldamenti tornerà a far riferimento al Decreto del Presidente della Repubblica del 26 agosto 1993 numero 412. (Continua a leggere dopo la foto)
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L’ultima parola è dei sindaci

Ad ogni modo, l’ultima parola sulle date di accensione spetta ai sindaci delle singole città che, dopo una valutazione delle condizioni meteorologiche in atto, può decidere se anticipare o posticipare l’accensione. Un esempio è il Comune di Milano, dove il sindaco Sala ha firmato l’ordinanza che posticipa l’accensione dei riscaldamenti a domenica 22 ottobre 2023, e non il 15, come leggiamo sul sito di Sky TG24. La decisione è dipesa dalle temperature attuali che risultano ancora sopra la media. Per chi abita in un condominio o ha un sistema di riscaldamento centralizzato, l’accensione dei termosifoni dipende dalla normativa in vigore e dalla decisione dell’assemblea condominiale. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il calendario per ogni zona climatica

Per quanto riguarda il calendario di accensione dei termosifoni, dunque, si va dalla zona climatica A, dove questi si potranno accedere dal 1 dicembre al 15 marzo per 6 ore al giorno. Questa zona include i Comuni di Lampedusa e Linosa e Porto Empedocle. Nella zona B, che include le province di Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani, Reggio Calabria e Crotone, invece, si potranno accendere dal primo dicembre al 31 marzo fino a 8 ore al giorno. Accensione a novembre, invece, per le città che si trovano nell’area climatica C, ossia le province di Cagliari, Caserta, Imperia, Latina, Bari, Benevento, Cosenza, Lecce, Brindisi, Catanzaro, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto. In questo caso l’accensione è permessa dal 15 novembre al 31 marzo per 10 ore al giorno. Nella zona climatica D, che include le province di Ancona, Ascoli Piceno, Genova, La Spezia, Savona, Pistoia, Prato, Roma, Forlì, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa C, Pesaro, Pisa, Siena, Terni, Pescara, Teramo, Vibo Valentia, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera e Nuoro i riscaldamenti si potranno accendere dal primo novembre con lo spegnimento al 15 aprile e fino a 12 ore al giorno. Nella Zona E, che include le province di Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza, i termosifoni si possono accendere dal 15 ottobre al 15 aprile per 12 ore (Milano ricade in questa fascia climatica ma, come detto, il sindaco ha posticipato l’accensione dei riscaldamenti di una settimana). Infine, nella zona F, quella alpina e delle province di Belluno e di Trento, non ci sono limitazioni e come sempre il riscaldamento si può accendere quando si vuole. (Continua a leggere dopo la foto)

Le sanzioni

Sarebbe molto difficile entrare nelle caldaie e nelle docce dei cittadini, ma i controlli verranno, comunque, effettuati e privilegiando accordi tra gli enti locali o anche attraverso altri organismi pubblici o privati di cui sia garantita la qualificazione e l’indipendenza oppure dalle autorità definite dalla corrispondente legge regionale o delle province autonome. Ciò significa che sarà competenza degli enti locali verificare il rispetto delle regole. Non hanno subito modificazioni le sanzioni previste per la mancata manutenzione: si rischia, dunque, una sanzione amministrativa da 500 euro a 3mila euro. fino a 3mila euro di sanzione a carico del proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne sia assunta la responsabilità, qualora non provveda alle operazioni di controllo e manutenzione degli impianti di climatizzazione. Per capire ogni quanto tempo effettuare tali interventi fanno fede le indicazioni dell’impresa installatrice e del modello di impianto stesso, nonché le relative normative UNI e CEI.

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