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La massoneria tifa Draghi: “Perché è un bene il suo governo. Poi Mario andrà al Quirinale”

Si sente spesso parlare di massoneria, specie se si tratta di politica. Se ne era parlato con l’arrivo a Palazzo Chigi di Giuseppe Conte e se ne continua a parlare ora con l’avvento di Mario Draghi. Ma a mettere nero su bianco alcune considerazioni che provengono dalla massoneria vera, stavolta ci pensa Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt ed esponente italiano del circuito massonico progressista sovranazionale, che ha risposto alle domande su affaritaliani.it. Riprendiamo alcuni passi della sua analisi. Dice Magaldi: “Ritengo che il Governo Conte II sia stato uno dei peggiori della storia repubblicana. Pessimo per la confusa e incongruente gestione dell’emergenza sanitaria, per la devastazione economica conseguente ad una politica di restrizioni insensata, arbitraria e ottusa, per il gravissimo vulnus allo stato di diritto e alla democrazia liberale, derivante da una serie di decreti palesemente incostituzionali. Ad inizio 2020 prefigurai la sostituzione prossima ventura di Giuseppe Conte con Mario Draghi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Magaldi parlando delle “eccellenti prospettive presenti e future dell’imminente Governo Draghi: l’Italia, con Draghi, ha l’occasione di diventare protagonista in Europa e nel Mondo. Peccato che i media mainstream abbiano ignorato a bella posta le mie previsioni. Ma non importa, perché la grande storia non viene fatta con i like e le condivisioni sui social dei cosiddetti ‘influencer’, né con le articolesse e gli editoriali delle grandi testate cartacee o le ruminazioni melense dei talk-show politici, dove i giornalisti ormai intervistano principalmente se stessi, chiosando l’ovvio e trascurando accuratamente di occuparsi seriamente del back-office del potere”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Ancora su Draghi la previsione di Magaldi è netta: “Ho letto oggi una nota sul sito Dagospia in cui si prefigura il prolungamento di un anno della presidenza Mattarella, per consentire a Draghi di rimanere due anni a Palazzo Chigi e poi passare al Quirinale. Ma una eventuale rielezione di Mattarella sarebbe comunque formalmente di 7 anni. E se, al momento in cui scadesse la legislatura e dopo un anno del secondo eventuale mandato Mattarella (2023), costui non si dimettesse? Mario Draghi rimarrebbe col classico cerino in mano. Non potrebbe accedere al Quirinale (occupato da Mattarella per un altro settennato) e non potrebbe partecipare alle elezioni parlamentari del 2023, pena la perdita del suo ruolo altissimo e super-partes, capace di ispirare larghe maggioranze trasversali sia da Palazzo Chigi che dal Colle più alto della Repubblica. Perciò sarà bene che Draghi governi con ritmo serrato, intenso e incisivo sino al 2022. Quindi che sia eletto a furor di popolo al Quirinale e, infine, che ispiri, assista e supervisioni i governi che potranno nascere in Parlamento dal 2022 al 2023 e dal 2023 in poi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sulla “svolta di Salvini” Magaldi spiega: “Non mi sembra che negli anni in cui è stato Vicepresidente del Consiglio, Ministro degli Interni e azionista importante del Governo Conte I Salvini abbia ingaggiato uno scontro dialettico forte con le istituzioni europee su questi temi. Si è limitato ogni tanto a lamentarsi e a denunciare la scarsa lungimiranza del paradigma ‘austero’ dell’eurotecnocrazia (giustamente, ma velleitariamente). Mi sembra pochino, per raccontare la Lega e il suo leader come ‘non europeisti’ e ‘non moderati’ che adesso improvvisamente farebbero una svolta in senso contrario. Personalmente, sono un europeista convinto e vorrei che l’Italia contribuisse fattivamente alla costruzione di democratici Stati Uniti d’Europa, fondati su una Costituzione politica e non su precari accordi economicistici e burocratici di matrice elitaria ed oligarchica”.

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