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“Lo direi ancora!” Comizio di Saviano davanti al tribunale che insulta ancora (il VIDEO)

Pubblicato il 14/12/2022 07:54

Nuovo capitolo dello scontro tra Roberto Saviano e Giorgia Meloni, “la bastarda”. Così scrisse, e gli valse una querela, e così ha ribadito lo scrittore campano. Come un consumato showman, Roberto Saviano, il tuttologo idolatrato da taluni e inviso a molti altri, all’esterno del Tribunale di Roma in piazzale Clodio, sollecitato dai giornalisti non arretra di un centimetro: “Dinnanzi a quelle immagini – ovvero i migranti e i naufraghi – lo utilizzerei ancora”, il termine bastarda. Come si ricorderà, nel settembre del 2020 in una puntata di Piazzapulita, le argomentazioni sul razzismo endemico della destra italiana e sul “clima d’odio contro le Ong e contro chi salva vite in mare” erano corollate dall’insulto a colei che oggi siede a Palazzo Chigi. Più o meno con le stesse parole si è espresso, oggi, davanti ai microfoni, aggiungendo che il mancato rispetto verso le “dinamiche democratiche” della Meloni si misuri proprio nella sua denuncia. QUI si può vedere il VIDEO.

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Dunque, quando c’è di mezzo Saviano, si devono accettare in silenzio, non già le intemerate contro l’universo mondo, ma anche gli insulti. “In quest’aula si sente un peso importante: da una parte lo scrittore e dall’altra il Primo Ministro”: due funzioni distinte, ha poi chiosato. All’interno, invece, del tribunale, il giudice monocratico ha respinto la richiesta del difensore di Saviano, Antonio Nobile, di ascoltare nel dibattimento, tra i testi citati, Matteo Salvini. Le altre richieste, su cui il tribunale si esprimerà nella prossima udienza (fissata al 27 giugno) sono l’attuale ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il senatore Maurizio Gasparri, Oscar Camps, fondatore e presidente dell’Ong Open Arms, nonché l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti. Il 27 giugno è prevista la testimonianza di Corrado Formigli, conduttore di Piazzapulita, e di Riccardo Noury, presidente di Amnesty International Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

Saviano, poi, ha lamentato la lungaggine di questo processo, ancora soltanto alla terza udienza, imputandola proprio a coloro che sono interessati, forse dimenticando l’abnorme lentezza della Giustizia italiana.

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