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“Licenziata per aver espresso le mie opinioni”. Covid e lockdown, l’ennesima storia di libertà violata

Pubblicato il 13/02/2023 10:19 - Aggiornato il 13/02/2023 17:49

È stata una campionessa della ginnastica americana, per sette volte scelta per far parte della nazionale del suo Paese. Poi, a seguito di un infortunio, è diventata una manager di successo, conseguendo due lauree a Stanford ed entrando nell’azienda Levi’s per poi scalarne le gerarchie, fino al ruolo di brand president. Poi, improvvisa, la vita di Jennifer Sey è cambiata, stravolta da un giorno all’altro: “Ho lavorato alla Levi’s per 23 anni, sono diventata responsabile di tutto il marketing a livello globale, Italia compresa, e poi sono stata promossa e sono diventata responsabile di tutti i prodotti messi in commercio. Ero molto apprezzata in azienda”. Di colpo, però, è arrivato il Covid. E Jennifer si è macchiata di una gravissima colpa, imperdonabile durante la pandemia: ha osato esprimere il proprio pensiero in merito alla pandemia e alle restrizioni. Finendo per perdere il posto. (Continua a leggere dopo la foto)
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Licenziata da Levi’s per aver parlato dei danni da lockdown

“Ho parlato molto apertamente del fatto che i bambini sarebbero stati danneggiati dal lockdown – ha raccontato la donna alle pagine de La Verità – Non c’erano attività sportive e i campi dove fare sport erano chiusi. Mi è stato detto, senza troppo giri di parole, che avrei dovuto stare zitta. Poi mi è stato comunicato che per me non c’era più spazio in azienda”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Mi è stata offerta una buonuscita – ha spiegato nel dettaglio Jennifer – addirittura di un milione di dollari. Però avrei dovuto firmare un accordo che mi imponeva di stare zitta. Così ho rifiutato e mi sono dimessa. Ho scritto un libro che racconta la verità sulle censure messe in atto dalle corporation americane”. Il testo si intitola Levi’s Unbottoned e ha come sottotitolo “Come la mafia Woke si è presa il mio lavoro ma mi ha dato una nuova voce”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Facevo presente che i bambini avrebbero avuto problemi di socializzazione – ha precisato Jennifer – cosa che poi si sarebbe rivelata vera. Ma a quel punto hanno iniziato ad accusarmi di tutto, anche pubblicamente. Tante altre persone la pensavano come me ma avevano paura a esporsi, soprattutto dopo che mi hanno visto perdere il lavoro”.

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