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“Viene giù tutto il parlamento europeo”. Lo scandalo Qatar si allarga: “Altri a libro paga”

Pubblicato il 15/12/2022 09:43 - Aggiornato il 23/01/2023 09:13

Lo scandalo del Qatar-gate che ha travolto le istituzioni europee rischia di esplodere ai massimi livelli, terremotando l’intera Ue. Speriamo definitivamente. Secondo i media greci potrebbero essere più di 60 gli eurodeputati finiti nell’inchiesta della giustizia belga. Secondo la rivelazione dell’emittente privata Mega Tv, che non ha trovato conferme dalla Procura belga, si tratterebbe per lo più di parlamentari dei Socialisti & Democratici, del Partito popolare europeo e di altre formazioni di sinistra. Nelle carte dei giudici spunta la rete italiana: gli 007 del Marocco avrebbero dato soldi a Panzeri e al suo giro, formato da Cozzolino, Moretti, Arena e il capogruppo Pd Bonifei. Intanto Giorgi, compagno della ex vicepresidente Ue Kaili (destituita), esce allo scoperto: “Sono stato io a prendere le bustarelle”. All’interno di questo quadro, Giorgi infatti veniva identificato come una sorta di “agente” di Panzeri. (Continua a leggere dopo la foto)

L’inchiesta sulle presunte tangenti dal Qatar che ha travolto il Parlamento europeo si allargherà dunque a stretto giro, scoprendo un vero e proprio vaso di Pandora. Secondo le indiscrezioni che arrivano da Bruxelles potrebbero esserci altri europarlamentari “a libro paga”. Questa è infatti l’espressione che si sta usando, in riferimento alle operazioni per favorire gli interessi del Paese del Golfo. È questa l’ipotesi a cui stanno lavorando i pm della procura federale del Belgio, nell’ambito dell’indagine che ha portato all’arresto dell’ex vicepresidente Eva Kaili e dell’eurodeputato Antonio Panzeri. Sulla base di un ordine di investigazione europeo, nei giorni scorsi il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale ha disposto una serie di perquisizioni eseguite dalla Gdf, anche a casa della moglie e della figlia di Panzeri. (Continua a leggere dopo la foto)

Il Tempo invece fa sapere che nel corso delle perquisizioni eseguite dalla Gdf a casa degli indagati e in un ufficio milanese, sarebbero stati individuati 7 diversi conti correnti aperti in diverse banche dall’ex europarlamentare del Pd, poi passato ad Azione, Antonio Panzeri, da Francesco Giorgi, assistente parlamentare e compagno della vice presidente del Parlamento europeo Eva Kaili, e dal sindacalista Luca Visentini, ex segretario della Uil friulana, ora presidente della Confederazione internazionale dei sindacati. Tutti e tre sono indagati dalla procura federale del Belgio nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che coinvolge anche Qatar e Marocco. (Continua a leggere dopo la foto)

Da quanto si è saputo, inoltre, sarebbe stata individuata una cassetta di sicurezza contenente 20mila euro in contanti intestata a Giorgi. Gli inquirenti, poi, non hanno dubbi: Panzeri e Giorgi dividevano tutto al 50%. E il resto era per Figà Talamanca. Insomma “l’obiettivo erano i soldi”. La ‘cricca’ riceveva pagamenti per le sue attività. Come? In due modi quando venivano da Doha: attraverso i conti della Ong Fight Impunity o addirittura in contanti. O con qualche ‘regalo’.

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