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Le nostre autostrade sono una miniera d’oro: boom di profitti per tutti i concessionari

Se i Benetton hanno visto calare il loro volume di affari, anche a causa dei milioni persi a seguito della tragedia del Ponte Morandi di Genova, per gli altri beneficiari di concessioni da parte dello Stato italiano il 2020 non sarà certo ricordato come un anno nefasto, anzi. Stando ai dati pubblicati da La Repubblica, i “signori dei caselli” hanno continuato a incassare lauti profitti, per un volume di affari pari a circa 600 milioni di euro al netto dei disagi causati dalla pandemia, che ha ridotto per mesi il traffico a causa del lockdown. Una cifra che ha fatto salire a 15 miliardi il totale degli utili negli ultimi 11 anni, con 11 miliardi di dividendi per i soci. Una affare con la A maiuscola, in un settore capace di resistere anche ai colpi del Covid.

Le nostre autostrade sono una miniera d'oro: boom di profitti per tutti i concessionari

Il mese più duro per tutti è stata la primavera, quando le misure restrittive imposte dal governo giallorosso per contrastare gli effetti della pandemia avevano spinto a un calo dei passeggeri sulle autostrade addirittura del 78% rispetto ai mesi precedenti. Un volume poi tornato a salire ma che non ha ancora raggiunto i suoi standard abituali, con la rete di Autostrade per l’Italia che ha fatto registrare un saldo negativo del 6,1% anche nell’ultima settimana, in peggioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dai pedaggi, però, è arrivato un prezioso tesoretto capace di ammorbidire anche la più devastante delle crisi.

Le nostre autostrade sono una miniera d'oro: boom di profitti per tutti i concessionari

Numeri alla mano, Astm (holding del gruppo Gravio, secondo per dimensioni dopo quello dei Benetton) ha archiviato la prima metà dell’esercizio in utile per 33 milioni malgrado una discesa dei ricavi da 989 a 860 milioni di euro, facendo già sapere al mercato di essere pronta a pagare la cedola anche quest’anno. Risultato migliore di quello di Aspi, che ha perso 476 milioni di utili anche a causa degli oneri straordinari e del fondo rischi stanziati a causa delle trattativa col governo legata alla tragedia di Genova.

Le nostre autostrade sono una miniera d'oro: boom di profitti per tutti i concessionari

La palma della più alta redditività spetta però a Satap, concessionaria che gestisce la Torino-Piacenza e la Torino-Milano, che ha fatto registrare 94 milioni di utili. A seguire l’Autobrennero, che ne ha messi insieme 87, e la Brescia-Verona-Padova con 75. Merito della crescita costante dei pedaggi, che in alcuni casi hanno fatto registrare negli anni anche un +100% superando ampiamente l’inflazione, anch’essa in crescita, e consentendo a tutti di incassare preziosi dividendi.

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