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“L’affitto è aumentato dell’83%”: così Pierluca, 94 anni, rischia di rimanere senza casa

In quella casa il signor Pierluca Sbisà, 94 anni, ci vive da oltre mezzo secolo. I suoi oggetti, i suoi ricordi più cari sono tutti racchiusi tra le mura di un palazzo di via Mirabello, a Milano, dove ancora oggi vanno a trovarlo figli, nipoti e bisnipoti. Ora, però, rischia all’improvviso di ritrovarsi in mezzo a una strada, senza più un posto dove andare: tutta colpa di una lettera firmata dal Pio Alberto Trivulzio, proprietario dell’appartamento dove l’anziano vive e dell’interno stabile, che ha stabilito dei nuovi criteri nello stabilire i canoni di locazione.

"L'affitto è aumentato dell'83%": così Pierluca, 94 anni, rischia di rimanere senza casa

Una storia che ha fatto subito il giro dei social, quella del signor Pierluca. Che al Corriere della Sera ha raccontato di non essere più in grado di far fronte alle spese: i nuovi criteri hanno infatti portato a un aumento del canone addirittura dell’83%, per un totale di 55.400 euro annui per 160 metri quadrati. Chi si adegua può restare, gli altri da dicembre devono liberare le rispettive abitazioni. Una notizia che ha ovviamente sconvolto Sbisà, che è entrato nel panico.

“Non ho mai mancato una volta di pagare il mio affitto e le spese condominiali nei termini, in tutti questi anni, con la mia pensione — ha replicato l’uomo, scrivendo una lettera di suo pugno — I risparmi del mio lavoro sono esauriti, perché per fortuna sto vivendo a lungo. Non potrei permettermi, neanche con l’aiuto dei figli, il nuovo canone. Ho tutti gli amici qui, vicini di casa e di quartiere, che mi aiutano. Ma insomma: se non sbaglio la vostra azienda, ente pubblico senza scopo di lucro, opera nell’assistenza socio-sanitaria agli anziani. La vostra missione non potrebbe essere esercitata anche nei confronti di un vostro inquilino novantaquattrenne, che non è in grado di far fronte all’aumento da voi richiesto, per continuare a vivere dove ha vissuto negli ultimi 54 anni dei suoi 94 di vita?”.

Un appello al quale si è unita anche la figlia Daniela. Di fronte al quale, però, il Pio Albergo ha risposto così: “”Il canone è stato calcolato secondo quanto previsto dal nuovo regolamento del nostro ente. Non possono essere fatte eccezioni di sorta perché la cosa poi dovrebbe essere applicata per ogni soggetto in stato di fragilità”. Niente sconti, insomma, niente mani tese. Con un finale che rischia di essere, ora, il peggiore possibile.

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