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La tregua tra Pd e 5 Stelle? Giusto in tempo per spartirsi 365 nomine

Seppellire l’ascia di guerra almeno per un po’, come era usanza tra le tribù dei nativi americani. Il tempo di spartirsi un numero cospicuo di poltrone e poi l’esecutivo giallorosso potrà tornare a farsi la guerra. La posta in palio, d’altronde, è di quelle che farebbero gola anche alla meno coesa delle compagini di governo: 365 nomine ancora da ratificare tra consigli di amministrazione, amministratori unici, collegi sindacali delle partecipate più piccole del ministero dell’Economia, di quello dei Trasporti, di Cassa Depositi e Prestiti e di Ferrovie dello Stato. Un elenco ricchissimo al quale si aggiungono le varie Agcom, Garante della Privacy e presidenze delle commissioni parlamentari. Abbastanza per spingere tutti ad alzare bandiera bianca.

La tregua tra Pd e 5 Stelle? Giusto in tempo per spartirsi 365 nomine

Probabile che il governo aspetti l’estate per cercare di sbrogliare l’imponente matassa. Servirà pazienza per trovare un accordo in grado di soddisfare da un lato il blocco di centrosinistra e dall’altro un Movimento Cinque Stelle che tenta di sparare le ultime cartucce, mentre i sondaggi lo inchiodano a un ruolo sempre più marginale. Una partita complicata nella quale un ruolo chiave spetta al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e per la quale in molti casi si andrà verso riconferme capaci di accontentare tutti.

La tregua tra Pd e 5 Stelle? Giusto in tempo per spartirsi 365 nomine

Come anticipato da La Verità, per Consip e Consap i nomi che si fanno sono tutti di peso. Il commissario straordinario Domenico Arcuri, ancora molto inviso a Palazzo Chigi nonostante le recenti polemiche che hanno interessato il suo operato (e che in alternativa potrebbe finire a Cassa Depositi e Prestiti). Andrea Peruzy, attuale numero uno di Acquirente Unico, controllata dal Gestore Servizi Energetici. E Salvatore Barca, nato e cresciuto non lontano da Pomigliano D’Arco e per questo fortunato come quasi tutti quelli che hanno condiviso l’adolescenza con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

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Uno dei capitoli più difficili per il governo sarà quello che riguarda il settore ferroviario. Nonostante un lavoro apprezzato, Orazio Iacono potrebbe essere sostituito (per volontà grillina) da Emanuele Spoto. Nel gestore della rete Rfi potrebbe invece sbarcare Ugo Dibennardo al posto di Maurizio Gentile. Un nome da molti indicato anche come possibile nuovo commissario di Autostrade per l’Italia, ovvero l’ennesimo fronte aperto tra le anime del governo che, però, è bene rientri. Almeno per un po’.

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