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La sospensione non c’è, ma è come se ci fosse: l’ennesimo pasticcio del governo sul Green pass

Confuso, ingiusto, contraddittorio. Eppure il Green pass, alla fine, è diventato realtà, per precisa volontà di un governo che vede nel ricatto agli italiani per costringerli al vaccino l’unico modo per affrontare l’emergenza Covid. Ignorando appelli di esperti e scienzati, oltre all’esempio di altri Paesi (il Regno Unito, senza andare troppo lontano) dove si è ripartiti senza imposizioni. Alla fine, pur di riuscire nell’obiettivo, Draghi e i suoi ministri si sono addirittura trovati a dover correggere in corsa il loro stesso decreto, prima che fosse pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, visto che la fretta aveva portato in dote ulteriori, grotteschi pasticci.

Sul fronte magistrati, per esempio, il decreto che estende l’obbligo di Green pass a 23 milioni di lavoratoi prevedeva espressamente la decadenza dall’incarico dopo 15 giorni di assenza ingiustificata. Dopo le proteste dei togati, questa parte è stata eliminata, così come è stata tolta la sospensione del rapporto di lavoro per il pubblico impiego al quinto giorno di assenza. La stessa sospensione è stata invece confermata per il personale scolastico, visto che come spiega il Fatto Quotidiano in questo caso gli obblighi derivano dal decreto precedente (il 111 del 6 agosto).

Anche per il settore privato, è saltata l’espressione “sono sospesi dalla prestazione lavorativa”. Eppure in realtà una volta entrato in vigore il decreto, ovvero dal prossimo 15 ottobre, sarà come se ci fosse. Dipendenti pubblici e privati, infatti, non potranno avere accesso ai luoghi di lavoro senza Green pass. L’assenza sarà considerata ingiustificata “fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

STAZIONE TIBURTINA CONTROLLO DEL GREEN PASS PER I TRENI A LUNGA PERCORRENZA, CONTROLLI

La sospensione, di fatto, scatterà, anche se non in maniera diretta. Nel perfetto stile di un governo che, d’altronde, procede per ricatti, vie traverse, mezzucci: deciso a obbligare gli italiani al vaccino, ha scelto di non lasciar loro alternative attraverso lo strumento del Green pass, invece di introdurre una vera e propria imposizione.

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