in

La rabbia degli onorevoli 5S: “Perché affidare alla Rousseau il voto su Raggi e le Regionali?”

Una vicenda che ha lasciato, e non poteva essere altrimenti, il segno nei Cinque Stelle. Perplessi di fronte alla nuova chance concessa alla sindaca di Roma Virginia Raggi, libera di correre ancora una volta verso il Campidoglio con la benedizione di Beppe Grillo. Il “daje” lanciato in rete dal fondatore del Movimento ha aperto una strada piena di insidie e interrogativi che esulano dalla corsa (per la verità difficilissima) della prima cittadina verso la riconferma: che sia dunque ormai ufficiale l’abolizione del vincolo dei due mandati? In realtà, le cose non stanno proprio così.

La rabbia degli onorevoli 5S: "Perché affidare alla Rousseau il voto su Raggi e le Regionali?"

Sulla questione, particolarmente cara a tanti onorevoli che avrebbero estremo interesse a non dire definitivamente addio alle rispettive poltrone, saranno chiamati a esprimersi gli elettori, attraverso la solita piattaforma Rousseau. Dando il via libera o no alla Raggi con una rassicurazione arrivata, però, da Casaleggio: niente apertura verso un terzo mandato per tutti, parlamentari compresi. Almeno non per ora, in attesa di ulteriori stravolgimenti. Con la consapevolezza, però, che un passo epocale è stato fatto e che qualsiasi discussione futura non potrà non tenerne conto.

La rabbia degli onorevoli 5S: "Perché affidare alla Rousseau il voto su Raggi e le Regionali?"

La rabbia di molti Cinque Stelle riguarda, piuttosto, l’opportunità di affidare alla rete sotto Ferragosto due passaggi così fondamentali della vita del partito: il voto sulla Raggi e sulle alleanze da farsi alle Regionali con gli altri partiti giallorossi. Temi talmente delicati che in molti li avrebbero avuto al centro degli Stati Generali e che invece saranno affidati a un quesito estivo. E che però Grillo e Conte, i principali tifosi di accordi con il Pd sparsi per il territorio, hanno voluto affidare all’etere, mentre continuano le trattative, serrate, sui nomi di eventuali candidati condivisi con Zingaretti & co.

La rabbia degli onorevoli 5S: "Perché affidare alla Rousseau il voto su Raggi e le Regionali?"

La sensazione, insomma, è che ormai ci si stia avviando verso la costante ripetizione di uno stesso copione, non troppo gradito agli onorevoli pentastellati: il reggente Crimi fa da mediatore tra i vari animi del partito, cercando in primis di intercettare gli orientamenti di Conte e Grillo. Poi si apre a un dibattito che, però, nei fatti viene sempre rinviato a data da destinarsi. Nel frattempo si affida il tutto al voto sulla Rousseau, magari in momenti dell’anno in cui le attenzioni degli utenti sono in calo. E alla fine si certifica la decisione, presa in grande fretta e senza non troppa chiarezza.

Ti potrebbe interessare anche: Cassese: “Allo Stato conviene tenere gli italiani schiavi della burocrazia”

Che boomerang la difesa della Casta, Gianluigi Paragone demolisce il Fatto Quotidiano

“12ore al giorno in nero, ho chiesto e mi hanno cacciato”. Bellanova, come la sanatoria ha fallito