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“La pace è possibile solo a queste condizioni”: le richieste di Putin per fermare la guerra in Ucraina

La Russia tira dritta per la sua strada, senza cambiare idea. Al termine dell’incontro con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, Vladimir Putin ha ribadito infatti il suo sostegno alle Nazioni Unite, ma non ha mostrato la volontà di fare passi indietro. Prendendo le distanze dal massacro di Buca: “Sappiamo chi ha messo in scena la provocazione”. E dettando ancora una volta le condizioni per arrivare al cessate il fuoco e mettere la parola fine sul conflitto in corso in Ucraina.

“Senza un accordo sulla Crimea e sul Donbass”, ha spiegato Putin, l’offensiva di Mosca andrà avanti. Il leader russo ha anche parlato degli scontri in corso nella città di Mariupol, spiegando che “la situazione è tragica, ma i combattimenti sono finiti”. Inoltre, ha preso un impegno con Guterres, dicendosi disponibile “a mostrare le condizioni dei prigionieri ucraini”, respingendo così le accuse di tortura nei loro confronti da parte delle truppe russe.

Guterres era arrivato a Mosca con l’obiettivo di ottenere risultati almeno dal punto di vista dei corridoi umanitari, spiegando che le Nazioni Unite sono pronte a fare da “garante” nell’evacuazione dei civili da Mariupol. Il segretario generale ha confermato la posizione di “sostegno al dialogo”, definendo allo stesso tempo però quella di Mosca in Ucraina come “un’invasione del territorio”.

La tensione è salita soprattutto tra Mosca e Londra, con il viceministro della Difesa inglese James Heappey che ha spiegato: “È assolutamente legittimo che l’Ucraina compia attacchi in Russia per tagliare i rifornimenti alle truppe di Mosca”. Prontissima la replica russa: “Seguendo questa logica sarebbe legittimo attaccare obiettivi militari sul territorio di quei paesi Nato che forniscono armi al regime di Kiev”.

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