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La disperazione di Anna, in fila alla Caritas: “Mi servono pannolini per mio figlio”

In fila alla Caritas, in coda per la prima volta nella sua vita insieme agli altri in attesa del proprio turno. Dopo aver perso il lavoro, le sicurezze, senza più entrate né soldi sul conto in banca e con un figlio di 15 mesi da sfamare. La storia di Anna è la stessa di tante persone che si sono trovate a dover chiedere aiuto, abbandonate da uno Stato assente che chiede sacrifici agli italiani salvo poi sparire al momento di assisterli. Un esercito disperato di fronte che si muove da Nord a Sud e di fronte al quale non è possibile rimanere indifferenti.

La disperazione di Anna, in fila alla Caritas: "Mi servono pannolini per mio figlio"

Anna ha raccontato al Corriere della Sera la sua drammatica situazione: “Mi sono vergognata, non mi era mai successo di arrivare a tal punto, ma questa pandemia ha messo in ginocchio la mia famiglia”. Aveva un negozio di fiori, che gestiva insieme al marito. E che è stata però costretta a chiudere a causa dell’arrivo della pandemia: “Niente più eventi, niente più matrimoni, né comunioni, niente di niente, e nessuno che comprava più fiori”. L’aiuto di quei pacchi spesa per i più bisognosi è così diventato fondamentale: “Mi hanno detto che il percorso prevede la presa in carico della nostra famiglia da parte di un assistente sociale, quando me l’hanno detto mi sono messa a piangere perché ho avuto paura che mi portassero via mio figlio perché non siamo in grado di sfamarlo”.

La disperazione di Anna, in fila alla Caritas: "Mi servono pannolini per mio figlio"

Proprio dalla Caritas arrivano i dati di un’emergenza terrificante, senza precedenti. Un Paese messo in ginocchio dalle restrizioni per combattere il Covid-19 e dove i “nuovi poveri”, quelli che per la prima volta si sono trovati a dover chiedere aiuto, sono passati dal 31% al 45% nel giro di un anno. A crescere è soprattutto il peso delle famiglie con presenza di minori, donne, giovani. Sono i nuclei italiani che rappresentano la maggioranza e sono quelli che si ritrovano più indifesi in un momento così delicato. In termini assoluti, le persone che si sono rivolete alla Caritas durante il 2020 sono 50 mila in più.

La disperazione di Anna, in fila alla Caritas: "Mi servono pannolini per mio figlio"

In coda per chiedere buste con latte, pane e pomodoro ci sono italiani di tutte le età, anche sopra i 50. Licenziate, rimaste senza occupazione o dipendenti da sussidi governativi che però difficilmente sono sufficienti per arrivare a fine mese. E così non resta che mettersi in strada, con lo sguardo basso, in attesa del proprio turno. Sperando che sia l’ultima volta, in attesa di un aiuto dall’alto che, però, continua a non materializzarsi mai.

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